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Misericordie d’Italia, via libera alla riunificazione Società

Se ieri mattina alla prima giornata erano solo 68 presenti su 665 aventi diritto questa mattina sono saliti a 340, un segnale comunque, nonostante l’invito all’unità e alla riappacificazione tante volte richiesto, e imposto, dai vescovi toscani, che ci sono molti dolori di pancia all’interno della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia. Ieri, ad esempio l’ultimo in ordine di tempo a contestare è stato il consigliere nazionale Andrea Cavaciocchi, “il nuovo statuto mi fa venire le bolle”, mentre il presidente del collegio dei probiviri Paolo Bechi ha parlato di scarsa democrazia interna e uso arbitrario del regolamento. Pronta la replica del Presidente Nazionale Roberto Trucchi, “tutte le volte che ho partecipato al collegio dei provibiri mi sono sentito a disagio, non è un ambiente imparziale”. Comunque questa sera si può parlare veramente di “miracolo”, perché niente poteva essere dato per scontato. Il nuovo statuto è stato approvato a larghissima maggioranza,330 i voti a favore 2 i contrari, 2 gli astenuti, 6 gli assenti al voto su 340 aventi diritto. Un risultato accolto da uno scrosciante applauso dei presenti.

Il presidente Trucchi, ha auspicato come imminente il rientro nella Confederazione della Misericordia di Firenze. “Questo voto – ha detto – ci conforta nell’impegno che, non senza fatica, abbiamo portato avanti per l’approvazione del nuovo Statuto e per la riunificazione del movimento. Non sono mancate le polemiche e l’ostruzionismo da parte di una assai ristretta minoranza. Il voto dell’Assemblea, con la forza dei suoi numeri, spero che aiuti a superare anche questi ultimi strascichi di divisione. Lo dobbiamo ai nostri vescovi, che con paterna sollecitudine, ci hanno invitato a ritrovare l’unità. Lo dobbiamo a tutti i nostri confratelli che vedono nelle Misericordie un grande momento di aggregazione e di impegno a favore delle proprie comunità. Da qui dobbiamo ripartire per rilanciare l’azione delle Misericordie, con l’unico obiettivo che davvero conta: metterci al servizio del prossimo che ha bisogno.” 

Il Provveditore della Misericordia di Firenze Andrea Ceccherini, conosciuto il risultato dell’Assemblea, si è detto “felice di questa votazione e della conclusione positiva che c’è stata oggi, arrivata al termine di un percorso durato 4 anni. Come ci aveva chiesto l’arcivescovo Betori, ciascuno doveva fare la propria parte di sacrifici per ritrovare l’unità. Li abbiamo fatti tutti, ma ne è valsa la pena, perché oggi siamo tutti insieme. Auspico che anche la Misericordia di Rifredi possa fare questo stesso percorso e che, come aveva condiviso con noi l’uscita dalla Confederazione, possa ora condividere anche il rientro, per voltare pagina tutti insieme”.

Soddisfatto anche Il responsabile delle Misericordie della Toscana Alberto Corsinovi: “grande soddisfazione per il risultato odierno, che peraltro le Misericordie della Toscana, già dal momento della creazione della Federazione Regionale delle Misericordie, avevano previsto e sentito come assolutamente necessario e ineludibile. Sono altresì contento che ciò consenta di ritrovare l’auspicata unità con la Misericordia di Firenze, che negli ultimi tempi aveva a sua volta perseguito tale risultato”.

Il nuovo Statuto prevede strutture decentrate autonome, regionali e se necessario anche zonali, un Consiglio dei saggi, organi nazionali più snelli,  il Consiglio nazionale passa da 31 a 21 componenti, quello di presidenza da 9 a 7 componenti e la durata delle cariche viene limitata a 2 soli mandati.  Novità anche per la quota sociale, obbligatoria per tutte le associazioni,  sulla base di una quota fissa e una variabile in relazione al bilancio e al numero di confratelli che compone ogni Misericordia.

Foto: ufficio stampa Confederazione Nazionale Misericordie d'Italia

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