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Misericordie, il presidente nazionale: “Sanità di prossimità modello fondamentale” Cronaca, Società

Firenze – L’assemblea nazionale delle Misericordie d’Italia il mese scorso ha eletto Domenico Giani presidente della Confederazione Nazionale.  Il nuovo presidente nazionale appartiene alla Misericordia di Arezzo ed è stato il capo della Gendarmeria vaticana. In questa intervista  abbiamo parlato con lui delle tematiche inerenti al suo nuovo incarico   

La pandemia ha significato nuovi impegni per le Misericordie. Quali in particolare? 

“L’impegno per i nostri fratelli e le nostre sorelle è fortemente aumentato, ma i nostri volontari non si sono tirati indietro. Oltre ai servizi di emergenza che si sono intensificati, si sono rafforzate le necessità di assistenza alla popolazione sia per quanto riguarda i soggetti cosiddetti fragili, ma anche per tutte quelle persone che la pandemia ha portato ad avere grandi difficoltà. Oltre a tutti i servizi come la spesa a domicilio e la consegna di farmaci, abbiamo dovuto affrontare quelle che sono diventate le nuove povertà. Abbiamo dovuto offrire ( e lo facciamo anche adesso) aiuto a persone che hanno perso il proprio lavoro e che si sono trovati improvvisamente in difficoltà. 

Forti di questa esperienza ci stiamo preparando anche per le prossime sfide perché le conseguenze dell’emergenza covid saranno a lungo termine. Per questo motivo stiamo già lavorando alla realizzazione in ogni sede di Misericordia a creare la “Casa del noi, “nell’ambito del progetto ‘Hope’ un luogo dove studiare percorsi personalizzati per tutte le persone in difficoltà. Stiamo anche inaugurando decine di empori solidali per dare ‘dignità’ a tutti coloro che hanno bisogno. Ma stiamo anche pensando a lavorare più intensamente sul fronte anziani un problema che segna fortemente le nostre comunità stiamo lavorando per dare risposte. E ancora stiamo pensando all’inclusione sociale, ed al sostegno al sistema educativo. 

Stiamo portando avanti percorsi di formazione anche particolarmente intensa per i nostri volontari per poter affrontare al meglio ognuno di questi settori”. 

Rafforzare la sanità territoriale significa anche  accrescere la vostra presenza?

“Da sempre il nostro movimento sostiene il modello della sanità di prossimità che è stato fondamentale sicuramente durante la pandemia, ma non solo in quel momento. Questo modello ha consentito di ridurre notevolmente il carico degli ospedali, gli accessi al pronto soccorso, grazie all’attivazione di un capillare sistema di assistenza al domicilio continuativa, di guardia medica covid, alla facilitazione nella procedura di screening con tamponi, è una base solida da cui ripartire. La misura di riferimento è la comunità con i suoi bisogni specifici”. 

Questo incarico è per lei una nuova esperienza, una nuova sfida in un settore oggi cruciale?

La mia candidatura è stato soprattutto un ‘mettersi a servizio’ e quando mi è stato chiesto ho risposto ‘sì’, consapevole che ‘da soli non si va da nessuna parte’.E sarà proprio basandomi il concetto di ‘servizio’ che porterò avanti la mia azione. 

Ho iniziato il mio servizio nella Misericordia che ero poco più che un bambino; adesso che il tempo è passato mi rendo conto che la Misericordia per me è stata una grande esperienza educativa ed ecclesiale e spero con tutto il cuore di poter contribuire a trasmettere e tramandare questo prezioso patrimonio formativo. 

Il mio impegno sarà quello di contribuire a ricostruire il paese, dopo la pandemia che ha segnato le nostre società e la nostra comunità insieme alle Misericordie d’Italia. Le Misericordie saranno fondamentali alla rinascita della società, in particolare della Persona”.

Da tempo sostengo che il terzo settore dovrebbe avere maggiore visibilità e non solo nei momenti di emergenza… pensa a qualche iniziativa in tal senso?

“La questione di fondo non è la maggiore visibilità bensì il completo e costante riconoscimento del ruolo svolto a sostegno della gente e sussidiario alle istituzioni. La riforma terzo settore va decisa e precisa in questa direzione. Il Governo Draghi deve urgentemente completarla con la notifica alla UE e dando conferma operativa a quanto già indicato in merito agli articoli 55 56 57. La sfida che abbiamo di fronte, evidenziata dalla pandemia, è la sanità territoriale, il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede iniziative e risorse a tale riguardo. Misericordie insieme al terzo settore accettano la sfida, siamo pronti, le “case del noi” sono già oggi parte della nostra esperienza vissuta”. 

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