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Moby Prince: respinta la richiesta di risarcimento delle vittime Cronaca

Firenze – Il Tribunale civile di Firenze ha respinto la richiesta di risarcimento dei familiari delle vittime, che la notte del 10 aprile 1991 hanno perso la vita a bordo della nave Moby Prince. Il lavoro della Commissione d’inchiesta istituita nel 2017 non è stato sufficiente: “Il diritto risarcitorio deve ritenersi prescritto per il decorso di due anni dei termini dalla data della sentenza della Corte di Appello divenuta irrevocabile”, scrive il giudice Massimo Donnarumma, che giudica le prove e le verità riportate dalla Commissioni non abbastanza rilevanti a procedere con la causa risarcitoria contro lo Stato.

L’evento, sebbene siano passati quasi trent’anni, è ancora una ferita aperta, una delle tante tragedie italiane rimaste impunite.

La nave Moby Prince era diretta verso il porto di Olbia, prima di uscire dal porto di Livorno la nave si scontra contro la petroliera Agip Abbruzzo, poco prima delle 22:30 del lontano 10 aprile del 1991, un solo sopravvissuto e 140 persone morte.  Le indagini che sono state svolte subito dopo l’accaduto hanno attribuito la colpa a cause esterne e aleatorie, la presenza della nebbia o alla distrazione dell’equipaggio della nave, dovuto a un’importante partita di calcio.

Tuttavia il lavoro della Commissione d’inchiesta ha invece portato alla luce diverse verità importanti, dimostrando l’inattendibilità di altre. Prima fra tutte è stata accerta la presenza di un’ottima visibilità quella notte, attraverso varie testimonianze di persone che si trovavano vicine all’accaduto, a un aereo Alitalia che sorvolava quell’area in concomitanza con lo scontro e segnalò l’incendio in mare senza alcun riferimento ad una eventuale visibilità limitata e infine attraverso la visione di un filmato ritrovato grazie al lavoro della Commissione ma che, all’epoca dei fatti, non venne esaminato dall’autorità giudiziaria.

L’altro tema che la Commissione ha indagato, approfonditamente, è quello della dinamica dei soccorsi. Negli esiti dei primi percorsi giudiziari è stata assunta come verità l’ipotesi che i passeggeri a bordo della Moby Prince fossero morti nell’arco di 30 minuti in seguito allo scontro, ipotesi che la Commissione ha giudicato inattendibile ipotizzando tempi più lunghi. La possibile validità della tesi arriva dalla presenza di elevate quantità di monossido di carbonio trovate nel sangue delle vittime, prova delle diverse ore che i passeggeri hanno affrontato all’interno della nave. Un altro punto oscuro della vicenda è la posizione dell’Agip Abbruzzo, la quale si trovava dentro un triangolo in cui era stato vietato l’ancoraggio.

Nella sentenza finale del giudice è presente la considerazione che il lavoro della Commissione d’inchiesta piuttosto che essere stato un atto a fini giudiziari è stato “un atto politico”. Il presidente dell’Associazione 10 Aprile – Familiari Vittime Moby Prince, Luchino Chessa, figlio del comandante della nave, ha commentato così i recenti esiti giudiziari. “spero che sia stato un errore di valutazione da parte dei magistrati, non si può azzerare tutto il lavoro della Commissione d’inchiesta attribuendole solo una funzione politica”. Il Presidente dell’associazione sottolinea come la causa civile “sarebbe dovuta rientrare a pieno nella ricerca dei responsabili, il risarcimento era solo un mezzo per raggiungere tale scopo”.

La ricerca della verità è la battaglia sulla quale si batte l’associazione, il risarcimento alle vittime dei familiari che è avvenuto pochi mesi dopo l’accaduto attraverso il patto tra compagnie assicurative è apparso a molti come un modo per sottrarsi dalle proprie responsabilità e impedire la ricerca di eventuali colpevoli. Un altro evento, che avvalora questa tesi, è il dissequestro delle due navi e la demolizione di quest’ultime pochi mesi dopo l’incidente.

“L’incidente è stato impostato fin da subito come un incidente dovuto a un comune errore umano. C’è stata una volontà a non fare nulla per trovare la verità e per proteggere qualcuno o qualcosa”, così Luchino Chessa commenta gli avvenimenti succedutosi subito dopo il tragico evento.

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