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Mondeggi, respinta mozione contro l’alienazione di Sì Toscana a Sinistra Breaking news, Politica

Firenze – Un’esperienza collettiva di gestione di un bene comune. L’occasione scaturita dalla decisione di porre la fattoria di Mondeggi all’asta, che ha dato vita a un’esperienza di gestione collettiva del bene comune,  si è rivelata estremamente positiva, dal momento che, a distanza di anni, l’esperimento messo in atto da parte di un grande collettivo di cittadini non solo regge, ma ha avuto il risultato di valorizzare e conservare la natura della fattoria, inserita in un ncantevole angolo di Chianti e vocata ad una agricoltura biologica di qualità e a pratiche virtuose e sostenibili di coltivazione.

In questa situazione si è inserita la mozione, presentata dai consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinnistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti, che chiedeva alla Regione di attivarsi presso la Città Metropolitana di Firenze e il Comune di Bagno a Ripoli per contribuire a individuare soluzioni alternative all’alienazione della proprietà pubblica di Mondeggi, valorizzando le forme di gestione comunitaria del bene che sono state sviluppate in questi anni.

Mozione respinta dalla Commissione affari istituzionali del Consiglio regionale con i voti di PD, Lega e Forza Italia.

“La Regione se ne laverà le mani – commenta Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra –  una posizione pilatesca, che evita di entrare nel merito e di dare un segnale a Città Metropolitana e Comune di Bagno a Ripoli a favore di chi si sta prendendo cura di un bene comune. Ci è stato detto che la Regione non deve ingerire nelle scelte che riguardano beni di proprietà di altre istituzioni ma si dimentica che, in varie occasioni, la Regione ha invece preso opportunamente posizione contro l’alienazione di determinati beni che pur non le appartenevano, così come è giustamente avvenuto che il Consiglio comunale di Firenze abbia domandato alla Regione di non vendere, ad esempio, Villa Fabbricotti e il suo parco.”

L’obiettivo, spiega ancora Fattori, era quello di ottenere che la Regione contribuisse a individuare soluzioni alternative alla vendita della tenuta, dando continuità all’importantissima esperienza di gestione collettiva di Mondeggi. “A cosa serve aver inserito nello Statuto regionale il riconoscimento dei beni comuni e della loro gestione partecipativa se poi, alla prima occasione, si rifiuta di sostenere i cittadini che si stanno prendendo cura di un bene comune, in forma autorganizzata? – incalza Fattori – fortunatamente tutte le aste di vendita sono andate ad oggi deserte, quindi individuare alternative all’alienazione diventa ormai una necessità più che una scelta, trovando un modo per valorizzare la gestione comunitaria del bene da parte dei cittadini si stanno prendendo cura di Mondeggi”.

Ua battaglia che, dice il capogruppo di Sì Toscana, non si ferma. Prossimo passo, “la nostra proposta di legge a favore dei beni comuni urbani e rurali, che vuol dare copertura normativa e sostegno concreto ad esperienze autorganizzate come quella nata a Mondeggi. Alle spalle abbiamo anche alcune significative vittorie – conclude Fattori – dato che sono state approvate due proposte di legge di Sì Toscana a Sinistra, ossia quella che ha inserito il riconoscimento dei beni comuni nello Statuto e quella per il sostegno alla piccola agricoltura contadina, fondamentale per il mantenimento della biodiversità, degli equilibri idrogeologici e per la valorizzazione del paesaggio. La strada è ancora lunga, di certo non ci fermeremo adesso”.

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