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Moneta elettronica obbligatoria, commercianti diffidenti Società

Se si tratta di innovazione, Confcommercio Firenze ci sta: sì all'innovazione. Ma se si tratta di far passare un'altra tassa, allora no. L'oggetto del dibattito è l'obbligo che occorrerà ai commercianti, a partire da gennaio, di accettare comunque il pagamento con moneta elettronica, quale che sia l'importo dell'acquisto. La novità non scatena l'entusiasmo fra le imprese associate a Confcommercio Firenze. “Saremo costretti a fronteggiare costi aggiuntivi. Visto il periodo di difficoltà, l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è una nuova tassa”, è il pensiero dei commercianti, espresso dal presidente Jacopo De Ria.

Qual'è dunque il problema cui si riferisce la Confcommercio fiorentina? Oltre all’attivazione del Pos, le imprese dovranno sopportare gli ulteriori costi di gestione che andranno ad aggravare le spese fisse. Inoltre, spiegano dall'associazione,  a tutto questo si aggiunge il costo delle commissioni su ogni transazione. Se il 70% dei clienti dei ristoranti già usa carta di credito e bancomat, la percentuale si abbassa al 50% nei negozi più piccoli e nelle agenzie di viaggio, e, ricordano i commercianti, “In alcuni casi è impossibile accettare la moneta elettronica perché le commissioni arrivano a mangiarsi il 30% dell’incasso”. L'uso della moneta elettronica  è prossima allo zero, ma è ovvio, per quanto riguarda i bar o edicole. E  gli ambulanti? Percentuale bassa anche per loro, che riferiscono di un “5% di clienti che pagano con le carte”. Gioiellieri invece in prima fila, sull'uso delle carte: “Il 70% di chi compra da noi ha carta di credito o bancomat”.

E le spese per le commissioni? Basse per il bancomat (0,50-1%), più alte per le carte di credito (dall’1 al 3-4%). Anche il Pos ha un suo costo. C’è chi paga addirittura un canone di 15-20 euro al mese. "Non possiamo accettare – dice De Ria – che le banche diventino un socio occulto. Insomma, in questo modo parteciperebbero, per legge, agli utili, ma non certo allo sforzo imprenditoriale. Per questo dico che se l’uso della moneta elettronica diventerà obbligatorio le commissioni dovranno essere azzerate. Sennò, ci troveremo di fronte a un nuovo balzello

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