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Monitoraggio terremoti e bandi al ribasso, allarme geologi: “Vietato risparmiare sulla prevenzione” Società

Firenze – L’ultimo allarme circa la pericolosità di attribuire bandi pubblici col solo criterio “del ribasso” senza filtrare per competenze e tecnicalità, lo lancia la presidente dell’Ordine dei geologi della Toscana Maria Teresa Fagioli; e non si tratta stavolta di appalti su servizi alla persona, ma di un tema che fa tremare le vene ai polsi, almeno a parole, anche alle amministrazione pubbliche: vale a dire, i terremoti.

Ricapitolando, il casus belli scoppia con l’assegnazione alcune settimane fa di un bando per lo studio della vulnerabilità sismica degli edifici strategici (tra cui anche scuole) da parte del Comune di Lucca, col solo criterio del massimo ribasso “senza alcuna considerazione per la qualità tecnica dell’offerta”.

Una mossa che pone il Comune di Lucca in numerosa compagnia, come rivela la presidente Fagioli. “Le PA ora emettono al 90% bandi di gara che prevedono il solo ribasso come criterio di scelta, spesso partendo da prezzi già molto bassi. Questo in barba alla legge Merloni che stabilisce un metodo rigoroso per evitare gli eccessi di ribasso e in barba al decreto parametri che  stabilirebbe  il prezzo da porre a base di gara”, spiega la presidente.

Il motivo avanzato come “giustificazione” dalle amministrazioni? Eccolo: “La risposta dei politici a chi fa notare loro che la qualità del lavoro è almeno altrettanto importante dell’economia, è sempre la stessa: “non ci sono soldi”. E i soldi non ci sono anche quando si tratta della messa in sicurezza sismica delle scuole. Non ci sono soldi per la valutazione della vulnerabilità sismica oggi, non ci saranno soldi per la progettazione dei lavori della messa in sicurezza domani, si risparmierà all’osso anche sulla realizzazione dei progetti. Meno male che il Presidente del Consiglio, un toscano, aveva promesso particolare attenzione alle scuole”.

Ma quando si tratta di terremoti, avvisa la presidente dell’Ordine dei Geologi Toscana, è impossibile addurre il risparmio come motivo di abbassamento di efficacia del presidio. “La Regione e i Comuni credono di poter risparmiare sui geologi. Il Nepal non insegna niente e si continua a giocare alla roulette russa con la vita delle persone”. Il problema è, fa intendere la presidente Fagioli, generale e “sistemico”: “Molti dei colleghi che in Regione si occupavano di sismica sono stati destinati ad altri compiti, e i colleghi rimasti fanno quel che possono. Ma con le ristrettezze imposte dalla crisi dell’edilizia, spesso sono proprio le indagini geologiche, sismica inclusa, a venir “economizzate” dalle pubbliche amministrazioni”. Le conseguenze di questa politica? Letali: anche a casa nostra e con un sisma di magnitudo anche ben minore di 7,8 Richter (il terremoto del Nepal, per intenderci) la situazione non sarebbe tranquilla.

Tagli ai geologi, appalti di indagine anche sismica al ribasso, tutto ciò conduce al “lavoro al ribasso”. Un sistema che rischia di far saltare la sicurezza stessa del territorio ripsetto anche a temi gravi come l’attività sismica. Insomma, l’appello della presidente Fagioli è di fatto fare prevenzione senza risparmi né sconti. “Mi appello ai politici – conclude Fagioli – perché invertano questa tendenza suicida: non si gioca alla roulette russa col futuro della collettività”.

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