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Montagna, sentenza Tar Friuli contro chiusura degli uffici postali Cronaca

Firenze – Il presidente Uncem Toscana, Oreste Giurlani: “La decisione del TAR del Friuli in merito alla vicenda della chiusura degli uffici di Poste Italiane nei piccoli paesi dealla montagna è una atto che potrebbe aprire nuovi scenari”. Essa ribadisce il carattere pubblico del servizio postale, anche se gestito da società private e  riconosce implicitamente il diritto dei territori montani sancito dall’articolo 44 della Costituzione, richiamando al rispetto dei territori, degli utenti e delle istituzioni locali. 

“Con sentenza n° 332 del 15 luglio il TAR del Friuli Venezia Giulia ha accolto il ricorso proposto dal comune di Buja in provincia di Udine, annullando i provvedimenti con i quali Poste Italiane, in applicazione del piano di riorganizzazione degli uffici postali, aveva chiuso due uffici postali in due frazioni del Comune. “Dalla lettura della sentenza – rileva Uncem Toscana – emerge con chiarezza inequivocabile come i giudici friulani abbiano affermato che l’esigenza di risparmiare può essere un fattore di valutazione da parte di Poste Italiane, ma non può prevalere sull’interesse pubblico allo svolgimento del servizio universale. Per questi motivi, sempre nella sentenza si legge come debba tenersi in seria e doverosa considerazione la situazione geografica e orografica dei singoli territori interessati dal piano di razionalizzazione nonchè le proposte che dai comuni interessati dovessero giungere”.

“Una sentenza di grande importanza – commenta il presidente Uncem Oreste Giurlain – perchè sancisce il servizio postale come un servizio di interesse pubblico, ancorché gestito da soggetto privato, in quanto oggetto di concessione di pubblico servizio. E si riconferma la natura giuridica del Comune quale espressione di una collettività che ha evidente interesse ad avere parità di trattamento per i propri cittadini. Ma vi è un altro importantissimo passaggio, in questa sentenza – aggiunge Giurlani – . E cioè che l’aspetto economico non può essere considerato né esclusivo né prevalente nell’interesse pubblico allo svolgimento corretto di un servizio universale come va considerato il servizio postale.

Partendo da qui, il giudice amministrativo riconosce implicitamente il diritto dei territori montani sancito dall’articolo 44 della Costituzione, laddove richiama il fatto che il dato economico ovvero quello della distanza non può essere superato né come assoluto né come di automatica applicazione, ma deve essere rapportato alla situazione geografica e orografica di alcune zone, anche per raggiungere un equilibrio e un bilanciamento tra gli interessi degli utenti e quelli dell’azienda.
“A questo punto – conclude Giurlani – questa sentenza apre le porte ad una riconsiderazione da parte di Poste delle chiusure e soppressioni che si stanno attuando senza il dovuto rispetto per i territori, utenti ed istituzioni“.

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