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Monte dei Paschi: indagine su Profumo e Viola “atto dovuto” Economia

Siena – Con riferimento alle notizie di stampa in merito all’iscrizione nel registro degli indagati dell’Amministratore Delegato Fabrizio Viola e dell’ex Presidente Alessandro Profumo, il Monte dei Paschi precisa “ancora una volta che le operazioni in questione sono state poste in essere dalla vecchia gestione della Banca e dagli ex Manager mentre la nuova dirigenza ha dapprima posto sotto esame tali operazioni e effettuando, motu proprio, un restatement di bilancio per poi chiudere le operazioni diminuendo drasticamente la rischiosità di tali strumenti”.

La precisazione è contenuta in una nota che prosegue: “La sottoposizione ad indagini, quale atto dovuto, trae origine da un esposto promosso da un azionista della Banca che, in sede assembleare, ha anche proposto azione di responsabilità, nei confronti dell’ ex Presidente e dell’ Amministratore delegato, respinta con il 99,6% di voti contrari”.

L’iscrizione nel ricordato registro è da considerarsi un “atto dovuto”, come peraltro precisato dalla Procura della Repubblica di Siena prima di trasmettere gli atti alla Procura Milano per competenza territoriale.

“In tale contesto – prosegue la nota della Banca – è sempre stata assicurata la piena informazione agli azionisti ed al mercato anche attraverso l’elaborazione di prospetti pro-forma che, d’intesa con l’autorità di vigilanza, hanno esposto la contabilizzazione di tali operazioni su base pro-forma anche a saldi chiusi, come poi richiesto da Consob attraverso la delibera del dicembre 2015 a seguito della quale peraltro, non si è registrato l’avvio di alcun procedimento sanzionatorio a carico del nuovo management che, sino all’emissione della predetta delibera da parte di Consob, aveva prescelto la contabilizzazione a saldi aperti”.

La Banca pertanto “ribadisce con forza la piena correttezza del proprio operato, e confida con piena serenità che l’attività della magistratura, con la quale la nuova dirigenza ha peraltro sempre collaborato in quattro anni, contribuendo fattivamente alle inchieste in corso, porterà ad un rapido e tranquillizzante chiarimento della situazione”.

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