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Montecassino: battaglie per tutelare l’abbazia (c’è anche l’App) Cultura

Firenze – A oltre 70 anni dalla distruzione della storica abbazia fondata da San Benedetto, Montecassino continua ad essere al centro di battaglie, ora però non più a scopi bellici ma per proteggere la sacralità del luogo, culla del monachesimo benedettino,  e la memoria delle migliaia di soldati e civili che persero la vita in quella zona.

La Soprintendenza  dei beni culturali ha infatti deciso di tutelare tutta l’area della battaglia di Montecassino, cioè laddove i tedeschi riuscirono a bloccare per mesi  l’avanzata delle forze alleate, tra gennaio e maggio del 1944. La richiesta di una più rigorosa protezione era stata fatta pervenire al ministero dalla giunta comunale di Cassino e dalle numerose associazioni locali e nazionali  e dall’ambasciata polacca dopo che l’abbazia aveva dato in concessione ad un privato per uso commerciale 360 ettari all’Albaneta, cioè nella zona che era stato teatro di battaglie e nelle cui vicinanze sorge il sacrario dei caduti polacchi del generale Anders.

Il ministero si è mosso nella convinzione che i luoghi ora protetti dal Codice per il Paesaggio “rappresentano valore di testimonianza storica pe la Nazione, concretizzandosi come un sacrario naturale, per l’alto tributo di sangue versato”.  Nella battaglia di Montecassino – tra le più lunghe e cruente della seconda guerra mondiale – sul fonte alleato persero la soldati di vari paesi e continenti, dalla Nuova Zelanda e India, dal Marocco alla Francia, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna e Polonia. Caddero anche migliaia di tedeschi che si erano arroccati attorno all’abbazia e, dopo la sua distruzione, tra le rovine,  e migliaia di civili. Ancora oggi l’Abbazia è meta di un “pellegrinaggio”  di reduci o parenti dei caduti, con un inarrestabile flusso di un milione di persone all’anno.

A  rafforzare la protezione di Montecassino, faro della civiltà occidentale prima di essere “sacrario” della seconda guerra mondiale, potrebbe essere tra breve anche l’Unesco. Domani infatti, all’Università di Cassino, è stato organizzato un incontro tra vari soggetti istituzionali per preparare la candidatura all’Unesco di un progetto a tutela del “paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia meridionale”, un progetto in cui Montecassino per la sua storia e importanza, dovrebbe svolgere il ruolo di capofila.  Un’iniziativa questa, da continuare a seguire.

Per iniziativa di due giornalisti, Nando Tasciotti e Cesare Protettì,  è nata intanto un’App, per smartphone e tablet (al momento solo quelli con sistema Android) che con 100 foto geolocalizzate e schede descrittive ti guida con il GPS, in auto e a piedi, lungo tre percorsi storico-turistici (guerra, cultura e paesaggio). Questa App, in cinque lingue (italiano, inglese, francese, tedesco e polacco) si sofferma non solo sui tesori millenari dell’Abbazia, ricostruita dopo la guerra, ma anche nei luoghi delle battaglie, sulle spiagge dello sbarco alleato ad Anzio, nelle aree archeologiche,  nei parchi  e nelle chiese medioevali locali.  “Montecassino e linea Gustav” insomma ti serve da bussola per andare a colpo sicuro e scegliere, a seconda dei tuoi interessi, cosa visitare in questa straordinaria zona, ricca di storia, beni artistici e ambientali.

 

foto: it.wikipedia.org

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