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Montella, compito ben svolto. E ora che si fa? Sport

Firenze – Qual è il problema della società viola, problema che sta diventando cronico dall’inizio della gestione Della Valle? È presto detto. La società parte quasi da zero e ha un progetto: portare la Fiorentina a livello europeo. Così fu quando si scelsero Prandelli e Corvino per il rilancio della squadra, così è stato tre anni fa con Montella e il nuovo staff dirigenziale. Solo che al primo anno la squadra fa una sorta di salto triplo e va in Champions (quando alla Champions si ammetteva la quarta) o va in Europa League (che vuol dire sempre quarto posto). E allora? È come quando lo studente diligente e bravo consegna il compito di matematica dopo un’ora e ne mancano ancora tre alla campanella. Che si fa del ragazzo? È a questo punto che cala la nebbia. La società evidentemente non ha voglia di esporsi più di tanto e non alza l’asticella delle prospettive. Il pubblico invece comincia a abituarsi a vedere la Fiorentina davanti a Inter e Milan, a vederla giocare alla pari con la Juve, la Roma e il Tottenham, e allora chiede, fischia, sbotta al primo inciampo e alla prima disillusione.

E la società cosa fa? Si nasconde. Prima dietro a Corvino (sic!), che veniva delegato a inizio mercato a dire e disdire su acquisti e cessioni e soprattutto sulle esigenze del bilancio; poi, nell’attuale gestione, rinunciando a qualsiasi dichiarazione e aspettando gli eventi. Quelli che si stanno verificando sono eventi per la società favorevoli; nel senso che una parte di pubblico sta inveendo contro Montella e contro qualche giocatore. Per i DLV è l’ideale. Cosa c’è di meglio di un parafulmine nella tempesta? È con questo scenario sullo sfondo che dobbiamo attendere l’esito dell’incontro tra Montella e la proprietà. Montella è uomo franco e non disposto a pagare per responsabilità non sue. Ha fatto egregiamente il suo compitino dopo un’ora e, tanto per ammazzare il tempo, lo ha riscritto altre due volte in bella copia. Cosa deve fare ora?

Quando dico che i tifosi, dotati più di pance che di teste, fanno dei grossi danni alle società, lo dico proprio perché il loro malumore irrazionale, non tenendo conto di quello che è legittimo lamentare, può diventare la vera causa della fine di un sogno. Qui, per restare nella metafora, si fa il processo allo studente che ha riscritto per tre volte lo stesso compito invece di farne altri. Ma il teorema da risolvere era quello, e lui lo aveva fatto al meglio, curando, nelle copie, anche la forma e emendando certe sbavature. Cosa gli può dire ora il professore (leggi: la proprietà)? Che l’esito non è sufficiente? E perché? Perché c’è una parte di pubblico che dice (ora si esce di metafora) che Badelj non va bene perché non è Pizarro; ma che neanche Pizarro va bene perché non è più lui; che Alonso non va bene perché spesso si distrae in difesa; ma che non va bene neanche Pasqual perché è vecchio; che non va bene Borja Valero perché ha giocato peggio degli anni scorsi; che non vanno bene Babacar e Neto perché non firmano; che non va bene Ilicic perché è “indolente” (!); che non vanno bene Joaquin, Vargas, Gonzalo, Basanta perché sono finiti. E magari non vanno bene neanche gli altri che invece vanno bene, perché se fossero stati dei buoni giocatori “non li avrebbero venduti a noi!”. E Montella? Il peggiore, perché non ci si raccapezza neanche lui in questo disastro. Guardate, che non sto esagerando. Questi giudizi li ho raccolti tutti in luoghi pubblici dove ci si incontra a vedere le partite, soprattutto quelle internazionali, della Fiorentina.

E allora vi dico che è qui che ci vuole la società. La Juve va avanti nel suo progetto, da sempre, prima di tutto perché il progetto ce l’ha, e poi perché se ne frega se dei tifosi col fegato ingrossato dicono che Matri e Sturaro non sono da Juve, che Pirlo è troppo vecchio, che Llorente è lento, e che certi giocatori il Real non li avrebbe dati via se fossero stati buoni… Ogni società fa il meglio che può con le sue disponibilità. Anche la Juve, forse, dovrà rinunciare a Cavani e contentarsi (si fa per dire) della “scommessa” Dybala. Il Milan sono due anni che cerca di pescare il jolly tra Honda, Menez, Taarabt, Essien…Questi sì che sono giocatori di cui si disfano le squadre perché non sono da grandi. E bene va se, nella spazzatura, tu riesci a pescare un Menez! Il bilancio della Fiorentina esige ancor più oculatezza. Qui ci si può permettere di sbagliare poco (vedi Gomez!). Ma intanto andrebbe ringraziato chi ti ha permesso di consegnare subito un compito corretto e di aver dato anche di più di quello che gli si era chiesto. Nessuno che si domanda se quei 25 giocatori che due anni fa furono messi in mano a Montella (un mucchio, più che una squadra) li avessero dati a Mazzarri o a Sarri (nomi che si fanno ora per la successione)? Io rispondo per quello che mi intendo: la Fiorentina sarebbe a metà classifica e si sarebbe di necessità “provincializzata”. Siamo sempre in tempo per una riprova. Basta far la prova dall’anno venturo…

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