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Montella: scacco matto in 2 mosse Sport

Fosse stata una partita  a scacchi (uno dei giochi più belli e più antichi del mondo, in cui è determinante l’intelligenza tattica) Vincenzo Montella avrebbe battuto Stefano Colantuono in maniera clamorosa: scacco matto in due mosse. Quella più importante è stata senza dubbio l’inserimento in squadra di Ljajic, dieci minuti dopo l’inizio della ripresa. La Fiorentina si è addirittura trasformata in attacco e alla sua prima azione il giovanissimo serbo si è procurato un netto calcio di rigore, dopo una vertiginosa disceca sulla sinistra. E’ stato il momento decisivo per la conquista di tre punti di straordinaria importanza e per dimostrare che, quando vuole, la squadra viola possiede gli attributi necessari per vincere anche in trasferta. Avesse giocato con lo stesso carattere in altre occasioni (a Catania e Bologna per esempio) la classifica sarebbe ancora più bella.
La seconda mossa di Montella, a dire il vero,ha preceduto la prima di diversi minuti. La Fiorentina aveva giocato più della metà del primo tempo senza mai farsi vedere in attacco e lasciando la prevalenza del gioco all’Atalanta anche a centrocampo. In assenza di tanti titolari Borja Valero era stato utilizzato in posizione avanzata che, come tutti sappiamo, non gli si addice. Montella ha avuto il merito di rimediare all’errore, facendo arretrare Borja nella posizione abituale di secondo regista, abbastanza vicino a Pizarro. L’Atalanta non ha più dominato, Borja Valero e il ritrovato Pizarro sono stati al centro del gioco viola. Già alla fine della prima parte della gara Aquilani era andato vicino al gol al termine di una splendida azione corale. Poi con l’ingresso di Ljajic per l’Atalanta (benchè reduce da un’impresa come la vittoria di San Siro) non c’è più stata partita.
Nella conferenza stampa della vigilia, Montella aveva definito la trasferta di Bergamo:” lo spartiacque per capire il vero obiettivo della Fiorentina in questo finale di campionato”. Chiedeva una prova di maturità dalla squadra in una occasione così importante e difficile e l’ha avuta. Ma il primo a dimostrare maturità è stato proprio lui. Pochi giorni prima aveva ricevuto il Premio Bearzot riservato al miglior allenatore e ha dimostrato in tutto e per tutto di meritare il riconoscimento. Gran parte del merito per la vittoria è suo, non solo per i cambiamenti tattici, ma per aver preparato perfettamente la partita e per aver indovinato le scelte. La sostituzione di El Hamdaoui con Larrondo è stata un’altra mossa di grande importanza. Larrondo ha segnato un gran gol per la gioia non solo dei tifosi e dello stesso allenatore, ma anche di Pradè e Macia, ai quali non erano mancate le critiche per l'acquisto dell’attaccante del Siena.
Il sogno Champions, dunque, continua,in attesa dei risultati del confornto diretto Milan-Napoli (in notturna) e della partita di domani tra Lazio e Juventus. Domenica contro il Torino al Franchi, Montella potrà recupeare più di un giocatore, a cominciare da Jovetic per finire a
Milutinovic, anche se non è da trascurare la buonissima prestazione di Compper a Bergamo. Sarà un’altra delle finali che mancano prima della chiusura del campionato. Tra le note liete della gara con l’
Atalanta non può essere trascurato il recupero di Pizarro, dopo due  prove tutt’altro che saltanti col Cagliari e il Milan. A proposito di Pizarro, una volta tanto siamo stati buoni profeti quando abbiamo chiamato in causa la cabala:alla prodezza del Pizarro del Bayern contro la Juventus si sperava che seguisse un gol del Pizarro viola a Bergamo. Il gol è arrivato,s ia pure su rigore, ma conta tantissimo. Allora, evviva la cabala. Chiamarsi Pizarro è veramente importante.
Raffaello Paloscia

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