energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Come il ct Monti ha rilanciato l’Europa Opinion leader, Politica

E' incredibile che in poco tempo un uomo come Prandelli sia riuscito a dare un cuore e una testa ad una squadra che spesso si è presentata nella scena internazionale impaurita, dimessa e priva di idee. A Varsavia si sono viste interessanti individualità, che erano nascoste in un collettivo allo sbando, e si è vista forse per la prima volta dopo tanto tempo una squadra. Degna di questo nome. Con una identità e un'immagine, come si dice in maniera  un po' retorica ma suggestiva, positiva a livello internazionale.

Lo stesso discorso vale anche per Mario Monti e il Governo Italiano. Sulla persona non c'erano dubbi. Ma che la persona riuscisse a dare una immagine all'estero del Governo italiano positiva, concreta e credibile non era né scontato né facile. Ed invece così è stato. I giornali esteri erano pieni di foto che mettevano “faccia a faccia” il primo ministro italiano e la cancelliera tedesca. E non, come era successo per Berlusconi, per “battutacce da caserma”, ma per uno scontro alto sulle priorità da dare al sistema europeo per l'uscita dalla crisi.

Il risultato della partita di Bruxelles non è facile da archiviare, come succede invece per le partite di calcio. E' chiaro che Monti è riuscito a ribaltare il punto di vista rigido ed nazionalista della Merkel verso un percorso più flessibile e più attento alle diverse velocità dei paesi europei. Ma non è dato di sapere se questo cambio di impostazione, valido e chiaro nel segno, possa esserlo anche nelle quantità. E quindi se l'argine posto alla speculazione sull'Europa possa dirsi definitivamente realizzato.

Le valutazioni che Zingales faceva in questi giorni sulle pagine di un quotidiano nazionale non sono prive di valore. E' chiaro che se di fronte alla speculazione sui titoli di debito pubblico c'è solo una lieve, limitata e stentata risposta può essere benissimo che l'effetto reale finale sia solo un sostegno quantitativo e temporaneo per i venditori di titoli. Quindi non un aiuto al paese in difficoltà, ma piuttosto a quei furbi che, non appena si alza il vento, abbassano le vele e si coprono in rada. Aspettando tempi migliori, eventualmente, per rientrare dopo e intascare il guadagno.

Ma è certo che, pur di fronte a questa inevitabile incertezza che verrà chiarita solo nei tempi lunghi della politica e dell'economia, l'operazione di Monti ha contribuito per la prima volta a eliminare un tabù: e cioè che la Germania (ed essa sola) sia la “padrona” dell'Europa. E che sia inutile la politica, la concertazione fra i paesi europei e qualsiasi altra modalità di governance che non sia la sottomissione dei paesi più deboli ai  paesi, o meglio al paese, più forte.

Non siamo ancora alla via ritenuta da molti come l'unica risolutiva del problema. Che si sostanzia in definitiva nella costruzione completa degli Stati Uniti d'Europa. Penso che una perdita di autonomia nelle politiche di Bilancio nazionali a fronte di un intervento stabile della Banca centrale sulle azioni speculative verso i titoli di stato sia il vero obiettivo da raggiungere. Ma il passo realizzato non è privo di significato, proprio traguardandolo verso quell'obiettivo principale.

Penso che in un futuro più lontano, magari con un'Europa meglio strutturata dal punto di vista Istituzionale ed Economico, si potrebbe andare anche a proposte più rivoluzionarie. Garantendo un controllo ferreo sulla finanza pubblica dei singoli paesi ma anche togliendo i titoli pubblici dei singoli paesi dalla “roulette russa” del mercato finanziario. La cosa dovrà essere approfondita ma penso che il “default” di un paese, come se fosse una qualunque azienda, deve essere eliminato dalle possibilità finanziarie.  La crisi dei paesi più deboli che si sta assistendo attualmente in Europa  è certamente anche il frutto di  libertà eccessive e di errori e di nefandezze finanziarie, in qualche caso, che i singoli paesi hanno fatto. Ma risolto il problema che tale eccesso di libertà deve essere limitato, non deve più esistere il disastro sociale a cui l'Europa sta assistendo con una sorta di impotenza dei Governi. Non sono queste le Istituzioni che volevamo. E non è questa l'Europa che i padri fondatori volevano costruire.

Anche l'operazione sulle Banche appare condivisibile. A parte i commenti dei soliti “affossatori di banche in servizio permanente” lo strumento di finanziamento diretto che non si assomma al debito pubblico sembra l'unica via utile per evitare di entrare, come è successo fino ad oggi, nel circolo vizioso crisi bancaria-crisi del debito pubblico. Un provvedimento che oggi serve molto alla Spagna ma che sicuramente darà maggiore respiro ai singoli paesi che dovessero trovarsi di fronte ad un qualche problema di tenuta delle Banche.

Agli ipercritici del “salvataggio” delle Banche, che non fanno mai mancare giudizi morali su Monti per la sua vicinanza a quel mondo, mi verrebbe voglia di chiedere. Ma davvero pensate che in questa crisi dell'Europa, una bella crisi delle Banche, con chiusure, fallimenti, operatori in mezzo di strada avrebbe un effetto salutare per l'economia e la società? Evidentemente nessuno ha pensato in maniera seria a quale scenario si potrebbe aprire e che ricadute potrebbero esserci per l'economia reale e per il mondo del lavoro. Si rimane allibiti di fronte alla pochezza delle critiche avanzate.

Forse è per questo che quando i partiti dell'estrema sinistra hanno avuto un grosso successo nelle elezioni greche si sono affrettati a non “fare un Governo” e a sperare, nella nuova tornata, che qualcuno vincesse per poter continuare a criticare e a fare proposte senza senso. Come dire, lasciateci la libertà di dire quello che vogliamo, ma non ce lo fate realizzare: non si sa mai! Anche noi teniamo famiglia!

Magari sulle Banche andrebbe fatta un'altra considerazione. L'enorme massa di risorse pubbliche che, a qualche titolo, sono andate dagli Stati alle Banche non hanno avuto alcun effetto sulla selezione dei gruppi dirigenti e neppure sulla governance delle stesse. Mi chiedo se non poteva essere questa l'occasione per ritrovare nel mondo delle banche, che abbiamo visto mal si presta ad essere governato dalla mano invisibile del mercato, una qualche presenza di “golden share pubblica” in grado di controllare l'operato strategico delle stesse. Non so. Capisco che potrebbe far pensare ad un”ritorno all'inferno” verso un mondo che c'era e che ha mal funzionato. Ma non sempre ritornare indietro, avendo fatto nuove esperienze, è sinonimo di sconfitta.

Insomma l'Europa sembra aver preso una nuova strada. La speranza è che, al di là dei singoli provvedimenti, si sia imboccato un percorso di Riforma. Un'Europa debole e senza strumenti nei confronti della “Grande Depressione” non piace, giustamente, ai popoli europei. Forse neppure a quelli che oggi si sentono più forti e più protetti. Sono contento che a capo di questo vento di Riforma ci sia un italiano. Ci sia il nostro Presidente del Consiglio. Ai tanti che continuano a scrivere su FB e su Twitter che Monti è un “Berlusconi più educato” , beh, dico “recitate un atto di dolore” e, come succedeva con il parroco quando si era bambini, sarete perdonati!

Print Friendly, PDF & Email

Translate »