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“Moonlit winter” vince la 18/ma edizione del Florence Korea Film Fest Cinema

Firenze – “Moonlit winter” di Lim Dae-hyung, un viaggio intimo tra madre e figlia attraverso i racconti di amori segreti, nascosti nel tempo, si aggiudica il premio come miglior film del 18/mo Florence Korea Film Fest, il festival dedicato alla cinematografia della Corea del Sud che si è tenuto a Firenze dal 23 al 30 settembre presso il cinema La Compagnia.

Al centro della trama Yoon-hee, una donna che vive con la figlia adolescente Sae-bom che legge accidentalmente una lettera pervenuta a casa e viene a sapere del primo amore di sua madre, di cui non aveva mai parlato prima. Decidono così di intraprendere un viaggio in Giappone per svelare alcuni fantasmi del passato che legano la madre al Paese del Sol Levante.

Il premio è stato assegnato dalla giuria presieduta da Michele Senesi, direttore di www.AsianFeast.orgSimone Lisi, scrittore e componente del collettivo di cinema e narrazioni “In fuga dalla Bocciofila”; Costanza Baldini, giornalista per Intoscana; Mariangela Suppa del laboratorio di restauro e conservazione di film L’Immagine Ritrovata di Bologna e Lorenzo Cracolici, fondatore di Horror Italia 24. “Per la capacità di raccontare – si legge nella motivazione della giuria – una storia intima e agrodolce sfruttando al meglio gli strumenti propri della grande narrazione cinematografica e per il sapiente lavoro di messa in scena trasversale all’adozione di un suggestivo contesto geografico e scenografico”.

La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a “Light for the Youth” di Shin Su Won, regista già premiata al festival negli anni scorsi “per la capacità di produrre un oculato mélange che sfrutta gli stilemi del genere per sondare tematiche sensibili senza cadere mai nella retorica”. Il film si aggiudica anche il premio del pubblico, l’Asiana Airlines Audience Award. Il premio del pubblico online, sulla piattaforma MyMovies è stato assegnato al film “Mal-Mo-E: The Secret Mission” del regista Eom Yu-na.

La giuria della sezione Corto, Corti!  composta da giovani critici cinematografici tra cui Camilla Laponti, Jacopo Guidi, Nicola Rakdej e Sonia Vignoli Castrataro ha assegnato il premio “Short Films Young Jury Award” a “Air Conditioner in Panmunjeom” di Lee Tae-Hun. “Sfruttando a pieno le potenzialità comiche del suo semplice ma non banale soggetto, il giovane regista Lee Tae-Hun è riuscito a creare una commedia complessa capace non solo di divertire per l’assurdità della situazione proposta, ma anche di scoperchiare con grande intelligenza i lati più sciocchi dei muri ideologici e politici. Fondamentale per la riuscita di tali obiettivi è il cast che, grazie a un evidente affiatamento e coesione, riesce a dare tridimensionalità ai personaggi nonostante la durata che si confà ad un cortometraggio. Per ultimo, ma non per importanza, è giusto sottolineare la notevole abilità mostrata nell’omaggiare con coscienza alcuni generi cinematografici classici, western e war-movie in primis, senza mai perdere di vista struttura e storia del luogo in cui è ambientato il racconto. La Panmunjeom del titolo è infatti un villaggio sul confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, dove venne firmato l’armistizio del 1953 che pose fine alla Guerra di Corea: simbolo quindi del Novecento delle due Coree ma anche di una tensione e rivalità politica che ancora oggi non smette mai di sorprendere in negativo”. 

La giuria ha inoltre assegnato la menzione speciale a “Joan” di Kim Ji-san. “Il corto Joan si distingue per la sua fotografia originale e l’ancor più originale punto di vista, difatti la storia della protagonista è narrata attraverso l’occhio, o meglio la webcam, del suo cellulare. Per tutta la durata del corto l’unica voce che sentiamo è quella dell’iPhone di Joan, che ci descrive la ragazza, le sue abitudini, le sue emozioni, i suoi gusti, in definitiva tutto quello che ha appreso attraverso le ricerche di lei e i dati presenti sul dispositivo. La sensazione che lo spettatore prova è quella di spiare la vita di una sconosciuta. Affascinante l’uso dei social, come anche dei siti di appuntamento che rendono questo un corto in linea con i nuovi stili di rappresentazione sia a livello visivo che di contenuto, riscontrabile nella serialità e nella cinematografia contemporanea. Un lavoro che indaga sul rapporto con la tecnologia, la dipendenza da essa e la progressiva perdita della privacy fino ad arrivare al punto di non avere più il controllo sulla propria identità”.

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