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Moonrise Kingdom: una magica tempestosa ribellione Cinema

È il 1965 e ci troviamo sulla piccola isoletta di New Penzeance, sonnacchiosa comunità del New England. Per sfuggire alle difficoltà della vita di questa piccola società isolata dal mondo, un giovane Scout e una ragazza di dodici anni decidono di scappare di casa insieme. La loro fuga creerà scompiglio e sconvolgerà l'ordine dell'isola. Scout e polizia si metteranno alla ricerca dei due ragazzi, mettendo a soqquadro l'intero territorio. E mentre all'orizzonte si profila un terribile uragano, gli scontri tra i sostenitori della fuga dei due giovani e quelli che vogliono separarli si fanno sempre più aspri. Meraviglioso, magico, eccentrico, accattivante, questi sono solo alcuni degli aggettivi che si possono usare per descrivere questo film di Wes Anderson. Quello che però si adatta al meglio è semplicemente magnifico. Sicuramente “Moonrise Kingdom – Una fuga d'amore” può essere considerata come la migliore pellicola di Wes Anderson, il quale è riuscito a raggiungere una maturità artistica dopo essersi lasciato alle spalle la sperimentazione animata della sua ultima opera. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio dipinto dove il regista  mette in scena le idiosincrasie di una piccola comunità con la classica sensibilità che lo ha confermato ancora una volta come una delle stelle più splendenti del panorama indipendente americano.

Anderson ci racconta una favola d'altri tempi dove l'amore diventa il fattore scatenante di una serie di eventi che porteranno alla distruzione dello status quo di una piccola comunità. Grazie alla sceneggiatura dello stesso Anderson scritta insieme a Roman Coppola, il tema dell'amore è affrontato dal punto di vista di due giovani ma con una lucidità e semplicità assolutamente fuori dal comune. Ma i personaggi di Anderson non sono mai stati comuni e non lo vogliono essere, anzi.

Grazie ad una recitazione che volutamente sottrae la carica emotiva quasi azzerandola, tutti i protagonisti diventano archetipi grotteschi di una società, quella degli anni Sessanta (ma anche quella di oggi) che fa fatica ad accettare il diverso da sé. E come archetipi si comportano, non c'è spazio per il grigio, ci sono soltanto caratteri da disegnare grazie ad una capacità registica che si è affinata con il passare degli anni – da quell'acerbo “Rushmore” che già racchiudeva in sé tutte le potenzialità di un regista poi sbocciato con grandi opere come “Le Avventure acquatiche di Steve Zissou”. Il risultato è una fiaba moderna dove ogni inquadratura è studiata con perizia quasi maniacale, dalla posizione di ogni singolo oggetto fino agli accostamenti di colori, conservando in sé la potenza espressiva di un quadro.

Con una pellicola dal sapore teatrale, sembra di trovarsi di fronte ad uno spettacolo messo in scena direttamente davanti ai nostri occhi, Wes Anderson firma la sua opera più matura dove, con un cast di grandi star, dimostra di aver affinato la sua capacità di gestione degli attori. “Moonrise Kingdom – Una fuga d'amore” è un geniale delirio di colori e situazioni stravaganti che nulla hanno da invidiare ai registi più affermati e che farà la gioia di ogni amante del grande cinema. Perché quello di Wes Anderson è grande cinema.

Regia: Wes Anderson
Sceneggiatura: Wes Anderson, Roman Coppola
Genere: Commedia
Nazione: USA
Durata: 94'
Interpreti: Jared Gilman, Kara Hayward, Edward Norton, Bruce Willis, Francis MacDormand, Bill Murray, Tilda Swinton, Harvey Keitel
Fotografia: Robert D. Yeoman
Montaggio: Andrew Weisblum
Produttore: Indian Paintbrush, American Empirical Pictures, Moonrise, Scott Rudin Productions

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