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Morbillo, l’Oms: “Aumentare la copertura vaccinale” Cronaca, STAMP - Salute

Parigi – I dati parlano chiaro: la diffidenza nei confronti dei vaccini comincia ad avere pesanti conseguenze. Secondo un rapporto dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) nel 2017 il morbillo ha ucciso 110.000 nel mondo, il 30% in più dell’anno prima. E nella sola Europa nei primi mesi dell’anno i casi di morbillo hanno già raggiunto quota 41.000 con una quarantina di persone che sono state contaminate a morte da questa pericolosa malattia virale che, grazie ai vaccini, si pensava non dovesse più mietere vittime.

Tra i paesi più colpiti in Europa figura in prima linea l’Ucraina che ha registrato nel primo semestre del 2018 23.000 casi.  Seguono poi  Italia, Francia, Grecia, Serbia, Russia e Georgia. A livello mondiale, le altre regioni più a rischio di morbillo sono, oltre all’Europa, le Americhe e la zona orientale del Mediterraneo.

La sola regione dove la malattia ha fatto passi indietro è il Pacifico occidentale. “La cosa per  noi più preoccupante è che si constata una più accentuata trasmissione di morbillo nei paesi da anni non ne avevano più avuta alcuna” ha commentato il capo del settore vaccino dell’Oms Martine Friede. “Vale a dire che stiamo tornando indietro” ha aggiunto rammaricandosi della crescente ostilità nei confronti dei vaccini.

All’Onu si teme infatti che se non si aumenta rapidamente la copertura vaccinale, si rischia di vanificare i progressi fatti negli ultimi decenni per la protezione contro il morbillo, una malattia molto grave e contagiosa ma evitabile con due dosi di vaccino  sicuro ed efficace. Secondo l’OMS insomma, il solo modo di premunirsi contro il morbillo è la vaccinazione preventiva  che esiste dal 1968  e che aveva già portato i casi di morbillo dai 300.000 all’anno nel 1985 a 10.000 nel 2.000.

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