energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Moreni, Ligabue e l’autoritratto: dall’imposizione del se’ al disfacimento dell’umanità Cultura

Firenze  – Non si può dire di conoscere Mattia Moreni se non si ha occasione di trascorrere qualche ora a Santa Sofia, il paese della Romagna toscana in cui il pittore tenne casa, dipinse, visse, conobbe e frequentò amici che lo assistettero e lo circondarono di affetto e ammirazione. Mattia Moreni non è un pittore facile, eppure (come assicura la maestra Anna Talenti, incontrata per caso mentre eravamo a visitare la bellissima mostra che Santa Sofia gli ha dedicato, in corso in queste settimane) è adorato dai bambini. Mattia Moreni è un pittore ma le sue didascalie, quasi versi poetici o dettati di filosofia che spesso accompagnano le sue opere, incidono frammenti di futuro in predizioni avverate, trasformandoci da spettatori a testimoni. Moreni è un pittore borderline, eppure chiunque passi davanti alle sue opere non può che fermarsi, colpito. Contraddizioni dell’arte.

La mostra che si tiene a Santa Sofia, alla galleria d’arte moderna e contemporanea Vero Stoppioni, voluta, messa in atto e curata dalla direttrice artistica Caterina Mambrini, con uno staff di curatori di altissimo livello come Claudia Collina dell’Ibc e Sandro Parmeggiani, presidente della fondazione Ligabue di Gualtieri,  è un vero tuffo nel mondo dissacrante, freddo, tagliente eppure di infinita bellezza di Mattia Moreni. Tema, l’autoritratto. . E mette a raffronto, in un percorso sapientemente parallelo, il pittore romagnolo e un altro, grande artista, niente meno che Ligabue. 

moreni dueIntuizione straordinaria, questa di Caterina Mambrini, che abbiamo raggiunto a Santa Sofia, in quanto permette di apprezzare le forme diverse della genialità artistica di due autori che, a confronto diretto, risultano due moduli diversi ed affascinanti di guardare fuori, dentro e oltre se stessi.

Intanto, Moreni, che trascorse a Santa Sofia molta parte dei suoi anni più creativi (qui vinse il Premio Campigna nel 1973 e si impegnò con la Pro loco di dipingere un’opera ogni anno) ha dipinto 150 autoritratti. Un segnale forte di un’osservazione di se’ che cela un intenso desiderio di “registrare” su tela il cambiamento progressivo della materia fisica ma anche psichica che forma l’uomo. Un’indagine che non si ferma e che ci restituisce una serie di passaggi che diventano, al di là della individualità presa in esame, tappe della “mutazione” progressiva dell’umanità. E allora, sempre più cavi, elementi robotici, dati tecnologici avvolgono una figura che con l’avanzare dell’età perde sempre più i connotati umani per dissolversi in una sorta di intrico di fili, strumenti, testa quadrata o disfatta dal lavorio della scienza, dell’ingegneria robotica e soprattutto di quella genetica.

moreni 5“Il cubismo non è stata una rivoluzione
la pittura cubica del 1500
Firenze-Ferrara.

La rivoluzione
sarà la mutazione
antropologica
con la chimica
leggerezza
nell’ingegneria
genetica”. 

Questa didascalia, o premonizione, una delle tante scritte col pennello sulle sue opere, rappresenta in un cero senso una delle grandi chiavi che permettono di fare un po’ di luce nel mondo primordiale eppure straordinariamente complesso di Moreni. Una lucida consapevolezza che consente all’artista e a noi guidati da lui, di discernere un futuro di annullamento dell’umano e di prevaricazione della macchina, o meglio della scienza, dettagliata in quel suo continuo riferirsi all’ingegneria genetica.

1moreni statua“L’idea di questa mostra – spiega la direttrice Mambrini – è venuta per una serie di coincidenze che ci hanno convinto che “era il momento” . Fra queste, il fatto che si tratta di due autori che hanno sofferto in qualche misura, entrambi, di un certo disadattamento sociale che ne accomuna l’esperienza in una nota di sofferenza risolta nell’arte sia pure con percorsi diversi. Inoltre, ricorre anche il cinquantenario della morte di Ligabue”.

L’idea prende forma e un piccolo corpus di autoritratti di Ligabue giunge a Santa Sofia, dialoganti con quelli di Moreni. La mostra dunque si sostanzia, per quanto riguarda Moreni, di 5 imponenti autoritratti, più 10 autoritratti provenienti da collezionisti, e, per quanto riguarda Ligabue, di sette significativi autoritratti. Inoltre, anche due busti: il calco di quello di Moreni che dialoga col piccolo busto in bronzo di Ligabue. Il 12 settembre, sempre a Santa Sofia, verrà presentato il catalogo, come spiega il nostro Virgilio, Orfeo Amadori, guida appassionata ed esperta, che ha conosciuto personalmente il maestro.

Tirando le somme, la mostra di Santa Sofia permette di apprezzare in pieno il percorso diverso dei due autori. Mentre nell’allucinata figura di Ligabue l’autoritratto assume quasi la forza dell’imposizione del se’ a un  mondo progressivamente sempre più distante, l’analisi di Moreni appare sempre improntata a un’analisi spietata e distruttiva del moreni interose’ ma anche alla previsione, dolente e fantasmagorica, del disfacimento dell’Uomo universale e della sua avventura.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »