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Morire di freddo, un morto ogni 10 giorni a dicembre Breaking news, Cronaca

Firenze – Morire di freddo. Le temperature sotto zero di questi ultimi giorni hanno mietuto 3 vite nel territorio italiano, a dicembre, più un clochard ritrovato senza vita stamattina a Roma in un supermercato in via Aspertini, che sembrerebbe ucciso dall’ipotermia, anche se ci sono accertamenti in corso. Gli altri casi,  a Tortona, dove un uomo di 48 anni di origine rumena e senza fissa dimora, Fanika Barani, è stato trovato senza vita il 6 dicembre, verso le 7,30, su una panchina della stazione. Sembra che non sia riuscito a trovare posto nel dormitorio pubblico, a pochi metri da dove ha trovato la morte, perché pieno e il freddo della notte l’ha ucciso. Poche ore prima, era stato ritrovato il corpo senza vita di un altro senzatetto, questa volta a Molino Dorino, nella periferia milanese, coperto da un piumone su una carrozzina. E ieri, 29 dicembre, un senzatetto è stato trovato morto in un giardino pubblico a Verona, nei pressi di Porta Vescovo, sempre per ipotermia. Segnalato da alcuni passanti, l’uomo, di 45 anni, era già privo di vita quando sono intervenuti i soccorsi.

Senza fissa dimora, vale a dire senza casa, rifugio, calore. Un esercito che continua a crescere in Italia, tanto da sfiorare, secondo gli ultimi dati dell’Istat, le 51.000 unità. Senza contare il fatto che la rilevazione statistica si basa sugli homeless che hanno utilizzato servizi di mensa o di accoglienza notturna, e quindi il dato reale è senz’altro più alto. Fra questi, tanti gli italiani, che aumentano dai 19.325 del 2011 ai 21.259 del2018. Secondo l’Istat, il 70% di loro prima di ridursi a vivere per strada disponeva di una casa. Quasi il 40% dei senza fissa dimora si trovano a Roma e Milano. A Firenze, secondo un rapporto Istat del maggio 2018, arrivano quasi al 4%. Altra caratteristica inquietante degli homeless italiani, inversamente speculare rispetto ai senza fissa dimora stranieri, è che il 45% dei clochard italiani hanno titoli di studio superiore.

“L’assalto del gelo sta creando una situazione ad alto rischio per chi non ha una casa o una sistemazione coperta e riscaldata – spiega Uecoop – dai clochard ai ragazzi sbandati, dagli anziani ai padri separati e magari disoccupati che non hanno più le risorse per pagarsi una abitazione. Più di 8 senzatetto su 10 – spiega Uecoop su dati Istat – sono maschi e in oltre la metà dei casi si tratta di stranieri. Si tratta – sottolinea Uecoop – di una fascia di disagio sociale che comprende i 300mila nuovi poveri che hanno fatto superare all’Italia la quota di oltre 5 milioni di persone che vivono in miseria. Un panorama di difficoltà materiali e sociali nella rientrano anche 1,4 milioni di persone sopra i 65 anni che non possono pagarsi un pasto completo o le bollette di luce e riscaldamento”.

“In questo scenario risulta strategico potenziare un sistema di assistenza che valorizzi – conclude e rilancia Uecoop – anche la parte più avanzata del mondo cooperativo per affiancare con qualità e professionalità il servizio pubblico dando risposte ai bisogni della gente e al tempo stesso promuovendo il lavoro e l’occupazione”.

A Firenze continua intanto il servizio di accoglienza invernale, attivo dal 2 dicembre scorso. Le principali strutture messe a disposizione dal Comune per il servizio sono due: l’immobile dell’Orologio e la Foresteria Pertini a cui si aggiungono i posti offerti dalla Caritas per ora a San Martino a Scandicci. Il Comune sta provvedendo alla ricerca di ulteriori soluzioni, sempre in stretta collaborazione con la Fondazione Solidarietà Caritas per poter garantire protezione contro le basse temperature invernali.

Il servizio di accoglienza invernale per i senza dimora, destinato a cittadini italiani e stranieri, uomini maggiorenni, donne sole, residenti o presenti sul territorio del Comune di Firenze, si concluderà il 31 marzo prossimo, con possibilità di eventuale proroga legata alle condizioni climatiche avverse che potranno presentarsi.

 

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