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Morte Astori: condanna a un anno al medico Galanti Cronaca

Firenze – Arriva questa mattina la decisione di condannare a un anno di reclusione per omicidio colposo il professore Giorgio Galanti, ex direttore del centro di medicina dello sport di Careggi, per la morte di Davide Astori.

Davide, il giocatore di calcio, ex capitano della fiorentina con un passato calcistico nella Roma e nel Cagliari, è stato trovato senza vita la mattina del 4 marzo 2018 nella camera d’albergo nella città di Udine dove si trovava con i suoi compagni in vista della partita di calcio contro la squadra cittadina.

La sentenza di oggi condanna, con rito abbreviato in primo grado, a un anno di reclusione il professore, Giorgio Galanti, il quale rilasciò due certificati di idoneità ad Astori, seppure il calciatore soffrisse di una grave patologia cardiaca, mai diagnosticata, che gli causò una aritmia ventricolare maligna, mentre dormiva nella sua camera d’albergo a Udine.

La decisone che si è stata presa questa mattina nelle aule del palazzo di giustizia di Firenze, emessa dal gip Angelo Pezzuti, oltre alla condanna di un anno, obbliga l’imputato a un pagamento di una provvisionale per il risarcimento danni per un ammontare complessivo di un milione e novantamila euro.

La sentenza è arrivata, in seguito a diverse perizie effettuate dai medici legali, le quali hanno accertato che la morte del calciatore si poteva evitare con esami medici più accurati e specifici, come ad esempio attraverso l’holter cardiaco.

L’unico imputato del processo è Giorgio Galanti, il quale o accetterà la condanna di primo grado oppure si dovrà attendere il secondo grado di giudizio per arrivare alla decisione definitiva. Nel frattempo si aspettano le motivazioni della sentenza che arriveranno entro 90 giorni.

Il difensore Sigfrido Fenyes ha sostenuto l’assoluzione del professore, affermando che non ci siano prove certe che possano sostenere il fatto che l’holter avrebbe evidenziato la patologia cardiaca di cui soffriva il calciatore.

Davide Astori aveva 31 anni e ha lasciato una moglie e una figlia di nome Vittoria, che all’epoca aveva 2 anni; sicuramente la giovane età del calciatore, la stima che si provava per le sue doti calcistiche e la morte improvvisa hanno sconvolto e addolorato non solo gli appassionati del calcio. Nel 2018 avrebbe dovuto firmare un contratto a vita con la squadra viola, infatti il legame che il calciatore aveva con la città di Firenze era molto forte. Nonostante le sue origini sarde, aveva deciso di vivere a Firenze con la sua famiglia. Dopo tre anni dalla sua scomparsa ancora si vedono messaggi di cordoglio in segno di rispetto nella città.

 

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