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Morte Sceri, la Cassazione: il processo continua a Pisa Cronaca

Firenze – La Cassazione ha emesso il proprio parere sul conflitto di giurisdizione che si era creato tra il Tribunale militare di Roma e la Procura di Pisa, sulla morte di Emanuele Sceri, il parà trovato morto sotto una torre di addestramento della caserma Gamerra della Folgore a Pisa, il 16 agosto del 1999.

La storia giudiziaria del processo, sulla morte del giovane ragazzo, aveva già in passato subito dei rallentamenti, un po’ dovuti alla formazione della commissione d’inchiesta, un po’ alle varie inchieste giudiziarie che sono state chiuse con decreti di archiviazione e un po’ alla necessaria decisione della Cassazione di stabilire chi tra i due Tribunali ordinari sarebbe stato giudicato competente sul caso Sceri.

Il Tribunale Militare, in riferimento all’art. 195 del Codice penale militare di pace, aveva aperto le indagini, procedendo in contemporanea con la magistratura ordinaria di Pisa, dove avvenne il tragico evento. Le udienze e le indagini sono continuate in simultanea, tuttavia entrambi gli avvocati delle controparti erano consapevoli che prima o poi la Cassazione si sarebbe pronunciata a riguardo.

Il prossimo appuntamento è stato fissato per il 29 Marzo, per l’udienza di secondo grado, davanti al gup Pietro Murano. Gli imputati sono i tre ex caporali della Folgore Alessandro Panella, Luigi Zabara e Andrea Antico, indagati per omicidio volontario e due ex ufficiali, Enrico Celentano e Salvatore Romondia, accusati di favoreggiamento.

L’avvenimento segna un grande punto di svolta per il processo Sceri, da una parte perché il processo può andare avanti, dall’altra perché in qualche modo dona anche nuova speranza, per chi dopo le archiviazioni delle indagini effettuate dalla Procura di Pisa, era rimasto deluso e addolorato.

La morte di Sceri, per le modalità brutali con la quale è avvenuta, ha sottoposto gli stessi organismi istituzionali a una presa di coscienza e un’eventuale ammissione di colpe, non a caso il Ministero della Difesa si costituì responsabile civile e si suppone che si presenterà con lo stesso ruolo anche davanti al gup di Pisa, nello stesso luogo dove diversi anni fa venne archiviata l’indagine.

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