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Morti di Livorno, forse un cellulare all’origine della tragedia Breaking news, Cronaca

Livorno – Un cellulare: potrebbe essere una fra le diverse ipotesi attendibili, quella che vedrebbe in una scintilla prodotta da un cellulare acceso l’innesco che avrebbe dato origine all’esplosione avvenuta ieri, al porto di Livorno, che è costata la vita di due operai, di 25 e 56 anni.

I due lavoratori stavano scaricando residui di acetato di etile da una cisterna, una sostanza molto infiammabile, che potrebbe aver reagito a una qualsiasi sollecitazione esterna, che avrebbe fatto da innesco. Fra le ipotesi avanzate dagli inquirenti, oltre a quella del cellulare, anche un urto o una carica elettrostatica. Gli accertamenti procedono verificando se ci sia stato il rispetto delle misure di sicurezza. Intanto, viene confermata la dinamica dell’incidente: le persone accanto alla cisterna in cui è avvenuta l’esplosione erano quattro, oltre ai due operai  Lorenzo Mazzoni, 25 anni, e Nunzio Viola, 53, che vi hanno lasciato la vita. Gli altri due uomini presenti si sono salvati, perché si erano allontanati proprio nel momento dell’esplosione, il camionista per andare a spegnere il mezzo, e un dipendente della ditta che stava operando la pulizia sembra per andare a cercare una torcia.  La tenuta dei muri di cemento armato della cisterna ha evitato, secondo quanto sottolineato dagli inquirenti, che vi fossero conseguenze ancora più gravi. 

Stasera a Livorno, dopo uno sciopero di otto ore, si terrà una fiaccolata alle 21 per manifestare vicinanza ai due lavoratori e alle famiglie, contro tutti gli incidenti sul lavoro e per il rispetto delle norme di sicurezza, troppo spesso disattese. 
   

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