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Morto Adriano Ossicini, maestro dell’impegno civile Cultura

Firenze – E’ morto Adriano Ossicini, psicologo e psichiatra, per lunghi anni parlamentare della Sinistra Indipendente e vice presidente del Senato. Ministro per la Famiglia e la solidarietà sociale nel governo guidato da Lamberto Dini.

Ossicini era nato a Roma il 20 giugno 1920. Di lui si ricorda il coraggio con il quale durante l’occupazione nazista di Roma riuscì a salvare decine di ebrei che si erano rifugiati nell’ospedale Fatebenefratelli dove lavorava.

«La scomparsa di Adriano Ossicini lascia un vuoto incolmabile per la nostra professione. Promotore della legge istitutiva dell’Ordine degli psicologi che porta il suo nome, Ossicini ha portato avanti un lavoro decennale molto complesso che ci ha consegnato una professione finalmente tutelata». A sottolinearlo Lauro Mengheri, presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana.

Tra il 1970 e il 1989 Adriano Ossicini è stato promotore della legge per l’istituzione dell’Ordine degli Psicologi, presiedendo anche la Commissione Igiene e Sanità alla Camera dei Deputati.

Proprio come ha avuto modo di ricordare lo stesso Ossicini, allorché si fece promotore della legge istitutiva dell’Ordine «avevo colto la grande novità rappresentata dalla psicologia. L’Italia era allora un Paese abbastanza arretrato sul piano medico, dominato da una medicina organicista e mi ero reso conto che questo rappresentava un terribile limite ed ho quindi promosso un graduale distacco della psicologia dalla medicina come reazione alla sua medicalizzazione e per permettergli di raggiungere una sua autonomia, una professione che aveva una sua scienza e che bisognava di un suo Ordine e di un suo Albo, distinti da quelli medici. E finalmente nel 1989 questo risultato è stato raggiunto».

Presidente del Comitato nazionale di bioetica dal 1992 al 1994, Ossicini,  nel 2001, è tra i fondatori del “Laboratorio per la Polis”, una rete di cultura e formazione all’impegno civile. E’ insignito dell’onorificenza di Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2009. La sua morte è avvenuta proprio nei giorni del trentesimo anniversario della Legge che porta il suo nome.

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