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Morto don Cantini, l’ex prete pedofilo Cronaca

E' morto ieri sera, a causa di un malore, a Fiesole, nel convento dei frati Francescani dove era ospite ormai da qualche anno, Lelio Cantini, l'ex sacerdote fiorentino di 89 anni, fino al 2005 parroco alla Regina della Pace, ridotto dal Papa  allo stato laicale il 12 ottobre 2008, dopo essere stato processato dalla Chiesa che l’aveva riconosciuto colpevole di episodi, compiuti tra il 1973 e il 1987, di abuso sessuale plurimo e aggravato nei confronti di minori tra i 10 e i 17 anni. Lo scandalo don Cantini esplose il giorno di Pasqua del 2007 su l’edizione fiorentina del quotidiano La Repubblica, dopo che alcuni parrocchiani denunciarono di essere stati vittime dei suoi abusi. Per mesi e mesi tenne banco sugli organi d’informazione di tutta Italia, sconfinando fuori dalla città di Firenze, che rimase profondamente turbata dall’episodio. Anche la procura aprì un'inchiesta, che però non approdò a niente, in quanto i reati denunciati erano andati in prescrizione. Oltre agli abusi sessuali fu condannato anche per  falso misticismo, di controllo e dominio delle coscienze. Nella vicenda venne chiamato in causa da alcune vittime anche il vescovo ausiliare Claudio Maniago, originario della parrocchia, criticato, assieme ai Cardinali Arcivescovi Piovanelli e Antonelli di aver sottostimato il caso. Un'accusa che i diretti interessati hanno sempre respinto. Nel giugno del 2011, con quello che l’attuale Arcivescovo Giuseppe Betori definì “”un atto di penitenza e di purificazione, in riparazione delle offese perpetrate” nei confronti delle vittime di tutti gli abusi, ma anche per chiedere ''la conversione dei peccatori e la riconciliazione delle vittime e per sperimentare la grazia della rigenerazione delle comunità ecclesiali in una rinnovata speranza'', la diocesi organizzò una veglia di preghiera nella Basilica della Santissima Annunziata, alla quale parteciparono anche alcune delle vittime di Cantini. Lo stesso Betori, informato della morte de l’ex sacerdote, ha pregato per lui, “affidando la sua anima alla Misericordia di Dio”. Nonostante la riduzione allo stato laicale Cantini è rimasto sotto il controllo della Chiesa Fiorentina, sorvegliato speciale dell’Arcivescovo. La pena, oltre alla riduzione era anche di recitare ogni giorno il salmo 51 o le litanie della Madonna, oltre a fare un offerta annua caritativa. Francesco Aspettati, portavoce delle vittime ha dichiarato: “La definitiva scomparsaci auguriamo spezzi per sempre ogni legame con chi ancora credeva in lui. Di fronte alla morte di un uomo, che per il male compiuto ha segnato per sempre la vita di tante persone noi che con determinazione abbiamo ricercato la verità e la giustizia, non possiamo che tacere di fronte al giudizio di Dio davanti al quale adesso lui si trova”.

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