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Moschea: a Firenze una soluzione temporanea, Pisa pensa al Referendum Breaking news, Cronaca

Firenze – Il sindaco di Firenze e presidente della Città Metropolitana ha più volte espresso il desiderio di poter dotare il capoluogo toscano di una Moschea che possa sostituire tutti quei luoghi la cui funzione è precaria e temporanea, l’esempio è Borgo Allegri dove i locali non bastano per ospitare i fedeli che si ritrovano ad occupare la strada e piazza dei Ciompi. Conseguenza di questa indecisione è la gestione di un mercato, quello del venerdì, che tradisce il senso di accoglienza sorprendendo un po’ tutti: espositori ed avventori che seguono usi e consuetudini ritrovandosi sorvegliati e fotografati da residenti e passanti e residenti e passanti che osservano, fotografano e postano sui social immagini ritenute inconsuete ed inusuali.

Sul tema è intervenuto anche il Presidente della Toscana, Enrico Rossi che ha rivendicato il diritto costituzionale di esercitare il proprio culto ed ha sottolineato come la chiave del problema sia che “Lo Stato trovi con l’Islam un’intesa come quella che c’è con altre confessioni affinché siano gli stessi musulmani italiani a finanziare con l’8 per mille le loro chiese”.
Inoltre “Negarne la costruzione non funziona – ha detto Rossi – mi preoccupano di più i sottoscala e i centri clandestini”.

Nel capoluogo il difficile in tutti questi anni di dibattiti più o meno aperti e di percorsi partecipati dalle linee guida infinite è stato individuare il luogo in cui far sorgere la struttura multiuso, ovvero abbastanza capiente da poter contenere attività di studio e di preghiera, di intrattenimento ludico e sociale oltre che un punto ristoro.
L’area dell’Anconella non dispiaceva, il parco di Gavinana presenta alcune soluzioni presso l’area del deposito comunale, così come risulterebbe interessante per la Comunità islamica anche la ex Stazione Leopolda e relative Officine, che però al momento sono nella bufera perché parte di un Quartiere nuovo, alle spalle del Teatro dell’Opera, mai realmente nato. Tra le due l’ipotesi dell’Aula Bunker a Le Murate, tra piazza Ghiberti e via dell’Agnolo, ipotesi a più riprese bocciata.
Più complicato pensare a luoghi di estrema frontiera come l’Osmannoro, servirebbe infatti un posto facilmente raggiungibile prima ancora che capiente.

Preoccupa solo il luogo? In realtà una bozza di progetto ha fatto capolino nella rinascimentale Firenze poco incline ad accogliere nuove strutture e quella Moschea che presentava analogie con la Basilica di Santa Maria Novella ha sollevato diverse critiche, mentre l’Ordine degli Architetti ha preferito sottolineare l’esigenza che la nuova struttura possa essere funzionale, esempio la Moschea di Roma, prima che soffermarsi sull’estetica.

Nell’attesa di trovare un’area di circa 10mila metri quadrati dove porre le fondamenta di una Moschea definitiva, l’attenzione dell’Amministrazione e della Comunità sarebbe oggi diretta ad intercettare in tempi brevi un luogo di massimo 1000 metri quadrati in pieno centro dove poter svolgere temporaneamente, almeno le funzioni di incontro e di culto senza lasciare nessuno sulla strada.
Si tratterebbe in questo caso di immobili privati, messi però volontariamente a disposizione con finalità di pubblica utilità.
Sarebbero 4 le ipotesi al vaglio dei tecnici di Palazzo Vecchio ed un quadro più chiaro su quali siano queste opzioni potrebbe essere presentato già a settembre. Dario Nardella nelle scorse ore ha ribadito l’esistenza di un contatto costante e diretto con l’Imam di Firenze in merito ad una soluzione rapida della questione.

Il caso di Pisa è sensibilmente diverso. Anche nella città della Torre il sindaco, Filippeschi, si è detto favorevole alla realizzazione di una Moschea, la location in questo caso c’è già e sarebbe in pieno centro storico, ma la cittadinanza si è attivata per richiedere un Referendum consultivo. Una raccolta firme si è appena conclusa con 2600 firme sulle 1800 necessarie per la richiesta della consultazione popolare.
“Un Referendum che nega articoli fondamentali della Costituzione” dice Filippeschi. “Un quesito consultivo e non abrogativo è dovuto al popolo” rispondono i promotori della campagna contro la variante urbanistica che consentirebbe la realizzazione della Moschea.

 

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