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Moschea di Firenze, a marzo via alla trattativa per la realizzazione Società

Il concorso partecipativo è stato suddiviso in tre fasi: nella prima, chiamata preparatoria, è stato chiesto l’aiuto degli opinon leader per creare il progetto; la seconda ha interessato tutti i quartieri di Firenze. In ognuno di essi si sono svolti gli incontri tra la comunità islamica e i cittadini con un tavolo di garanzia come organo osservatore. Oggi, il progetto è entrato nella terza fase che culminerà a marzo nella progettazione di una richiesta effettiva alla Regione e al Comune, gli organi amministrativi che dovranno porre la firma per far partire il progetto esecutivo. La terza fase sarà costituita a loro volta da tre incontri tra cento cinquanta cittadini, cada una, e la comunità islamica per definire il progetto, le indicazioni e i criteri di esecuzione saranno più specifici . “ Alla fine di marzo – Esordisce Izzedin Elzir, Imam di Firenze – stileremo le linee guida per la realizzazione della moschea. Quello che mi ha maggiormente stupito è l’essere riusciti a creare una maggior coesione nella comunità islamica. Per questo motivo devo ringraziare la comunità stessa ma anche i cittadini fiorentini, la Regione, il tavolo di garanzia e socilab che hanno permesso a questo percorso di esistere”. Concorde con il parere dell’Imam è Franca Alacevich, membro del tavolo di garanzia: “Ho accettato di far parte del tavolo di garanzia per un duplice motivo. Il primo riguarda lo strumento partecipativo su cui il percorso si basa come strumento di garanzia del confronto, il secondo riguarda l’unione delle tre «anime» che compongono la comunità islamica che ha permesso il superamento degli stereotipi”. Pieno appoggio al progetto è arrivato anche dalle parole di Hulda Liberanome, rappresentate della comunità Ebraica: “ Vogliamo appoggiare l’idea di creare una moschea anche per un discorso dovuto alla nostra dolorosa storia personale che ci ha visto combattere a lungo per costruire una Sinagoga a Firenze. Io spero – aggiunge Hulda – che la Moschea possa diventare un centro culturale islamico ma aperto a tutti e non solo luogo di culto”. Questo percorso, per così dire ancora in fase embrionale, ha già le idee chiare su come dovrebbe essere la moschea, ha già in mente i criteri generici per la rappresentazione su carta da presentare agli organi competenti. La moschea deve essere un luogo aperto, dialogante con la città e in armonia con essa anche dal punto di vista architettonico e non deve appesantire e congestionare il traffico. E’ su questi criteri che L’Imam, Izzedin Elzir, si è soffermato: “La nostra comunità è realista sappiamo che in centro non c’è posto. Noi chiediamo un luogo in un’area dismessa, dove poter edificare, chiaramente non vogliamo stare ai margini della città. La mia speranza – aggiunge Elzir – è che dopo aarzo sia realizzato un tavolo di trattativa con l’amministrazione comunale per la realizzazione in pratica del progetto. Noi da parte nostra ci faremo trovare preparati con i documenti in mano. La nostra idea di Moschea è di creare un centro culturale islamico in primis e poi anche luogo di culto. Gli altri luoghi di culto, Sorgane, Centro e Poderaccio, non saranno abbandonati, questo perché la nostra comunità è costituita da sette mila persone e la futura moschea prevederà una capienza al massimo mille fedeli”. Il percorso partecipativo, anche se ancora nella sua fase generica, ha già preso contatti collaborativi con l’università di architettura, con l’obiettivo di creare dei progetti di Moschea. “Abbiamo aperto un tavolo di trattativa con la facoltà fiorentina per organizzare dei gruppi di lavoro misti Italo-islamici – aggiunge Barbara Imbergamo, membro di Socialab – che progettino l’architettura e individuino i luoghi più idonei per l’edificio”.  La conferenza stampa si è terminata con le parole dell’Imam, che ha voluto togliere qualsiasi dubbio dalle perplessità dovute al lato economico della questione: “ La nostra comunità si sostiene autonomamente attraverso l’aiuto dei suoi membri. Noi abbiamo stimato il costo della moschea intorno ai cinque milioni di Euro e per far fronte a questa spesa chiederemo aiuto ai nostri fedeli. Una sorta di auto finanziamento. Affermo che non c’è nessun problema economico”. Marzo è il mese indicato per la presentazione del percorso di fronte alle amministrazioni e allora vedremo se le idee concrete avranno stimolato risposte altrettanto concrete.
 

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