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Moschea, l’Imam: “Pazienza finita, facciamo da soli” Breaking news, Cronaca

Firenze – Pazienza esaurita, fra i musulmani fiorentini. La questione riguarda la costruzione della moschea e a far da portavoce allo stato d’animo diffuso nella comunità islamica cittadina è l’imam Ezzedin Elzir, che dichiara: “Acquisteremo un immobile per realizzare la moschea e lavoreremo da soli”. Per quanto riguarda le questioni burocratiche, “le affronteremo in un secondo momento”. La questione è stata dibattuta ieri sera, a piazzale Michelangelo, in un incontro cui hanno partecipato il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei e Pape Diaw.

Non è un tema nuovo, quella della moschea di Firenze, anzi. Ci sono stati vari incontri e passaggi con le istituzioni cittadine, ma, tirando le fila, nulla di concreto. Anche il percorso partecipativo che aveva rivelato la non contrarietà della maggioranza dei fiorentini, non è approdato a nulla che potesse far sperare nella messa in moto di ulteriori e concreti passi. Così, il rappresentante della comunità musulmana cittadina ha infine gettato la spugna: “Questa volta lavoriamo da soli senza consultare nessuno, spero che arriveremo da soli a concludere”.

All’imam fiorentino rispondono immediatamente i consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra  Tommaso Fattori e Paolo Sarti, primi firmatari della mozione appena approvata in consiglio regionale, che impegna  la Giunta regionale “ad attivarsi con un ruolo di coordinamento e stimolo nei confronti degli enti locali affinché possa essere garantita l’esistenza di luoghi appositamente dedicati al culto e alla cultura islamica, dotati delle necessarie caratteristiche strutturali e igienico-sanitarie, nonché inseriti armoniosamente nel rispettivo contesto territoriale”,

“Comprendiamo fino in fondo le motivazioni dell’Imam, ma non dobbiamo rinunciare al dialogo, servono nuovi ponti fra comunità islamica e istituzioni: noi aiuteremo a costruirli. Sì al dialogo per la nuova moschea fiorentina, no all’esclusione di una comunità che resta privata di un proprio luogo di culto dignitoso”, dichiarano  Fattori e Sarti.

“E’ incomprensibile la marcia indietro del Comune di Firenze e i tentennamenti di questi anni, il clima di odio e razzismo che si sta diffondendo nel paese richiede risposte all’altezza, politiche di dialogo e di inclusione, non esclusioni e discriminazioni – concludono –  Nardella saprà essere finalmente all’altezza del suo ruolo istituzionale o sarà nuovamente ostaggio dei diktat di Renzi e delle divisioni nel suo partito?”.

 

 

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