energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Mosé, Wojtyla, gli ingegneri della Breda e il lavoro festivo Opinion leader

Ci raccontano che Mosè passò gli anni della sua gioventù vivendo da principe presso la corte del faraone, e  quando ha saputo delle sue origini decise di condividere la sorte del suo popolo vivendo e lavorando come schiavo per poi diventare … insomma sappiamo la storia.  Durante la seconda guerra mondiale, il giovane Karol Wojtyła lavorò come  manovale nelle cave e come operaio presso uno stabilimento Solvay, poi il seminario e…
E gli ingegneri? La prassi era di mettere i nuovi assunti neo-laureati a lavorare in officina prima di permetterli di passare negli uffici come impiegati e intraprendere la strada, non facile all’epoca, verso la dirigenza dell’azienda. Certamente le condizioni presso le vecchie Officine San Giorgio – poi Breda Costruzioni Ferroviarie –  erano lussuose se confrontate alle cave in Polonia durante la guerra o ai cantieri del faraone. Eppure i giovani ingegneri  avevano provato il caldo estivo insopportabile ed il dolore di toccare l’acciaio con le mani durante l’inverno (le officine non hanno né l’aria condizionata né il riscaldamento), hanno timbrato gli ingressi e le uscite e hanno aspettato in fila alla mensa. Anche i gabinetti a disposizione degli operai erano diversi – alla turca. Forse tutto questo ha contributo a creare un’ atteggiamento molto più umano e garbato di quanto prevalesse tra i giovani ingegneri che non erano passati dall’officina.
Possiamo dire che il sottile filo che lega questi che hanno raggiunto “posizioni di potere” è una certa comprensione della condizione umana.
Ora sembra che i politicanti, burocrati e teorici – purtroppo non mi viene in mente uno degno del titolo “statista” – che sono al commando pensano che abolendo le feste infrasettimanale e le feste dei santi patroni  e tenendo aperti i negozi sette giorni su sette risolveranno i problemi del debito pubblico e del bilancio. Credono che aumenteranno i consumi? Sono convinti che una famiglia che compra un chilo di pane la settimana ora farà un “salto di quantità” prendendo due o tre, ovviamente di domenica? 
Qui, a Firenze, so che Palazzo Vecchio sarà chiuso il prossimo 25 Aprile, eppure c’è chi vuole tenere aperti i negozi dove lavora una delle categorie più sfruttate: giovani, con contratti capestri a tempo determinato, soprattutto nei cosiddetti “franchising” . Quanti tra i politici hanno mai passato giornate intere in piedi, sorridendo per forza cercando di soddisfare un cliente che fa tirare giù tutto dagli scaffali per poi non comprare niente? E andando oltre, c'è uno che è stato davanti ad un tornio o una fresatrice per otto ore in una fabbrica? C’è uno che mentre si arrampicava nella carriera politica sia mai salito su un ponteggio per pitturare una facciata?
A parte la quasi normale infatuazione adolescenziale con Marx – e quanto mi piaceva notare gli sguardi inorriditi mentre leggevo Il Capitale in metropolitana a New York – non  sono mai stata né una grande simpatizzante delle sue teorie né un’attivista. Però…  I lavoratori, e non soltanto gli impiegati dei comune e dei “palazzi”,  hanno veramente bisogno del riposo, e anche di quei pochi giorni in più.
Forse perché ha fatto la vita da schiavo, e ha provato sulla propria pelle cosa significa lavorare, Mosè aveva capito il concetto già qualche millennio fa. E disse, “…sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno…non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava (interessante direi!!), né il tuo bestiame (ancora più interessante!) né il forestiero che dimora presso di te…” Sento un venticello di socialismo? O semplicemente la voce di qualcuno che si era reso conto che concedendoli un po’ di riposo, anche il bue lavorerà meglio e avrà forse una vita più felice e più lunga.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »