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Mostra all’Horne: educazione europea con il Grand Tour Cultura

Firenze – Da sabato 6 aprile fino al 30 luglio 2019, una mostra al Museo Horne indaga, attraverso una preziosa raccolta di disegni e acquerelli della propria collezione, la diffusa idea del doveroso viaggio in Italia, da parte di artisti, scrittori e intellettuali, per acquisire le basi di un sapere antico, che solo qui ha le sue radici profonde. Immergersi nel paesaggio e nella cultura italiana, il Grand Tour, alla scoperta della classicità, era parte obbligata della formazione di aristocratici, giovani artisti e uomini di stato.

Una sorta di cerimonia di iniziazione, un lasciapassare nel mondo della conoscenza.  La cultura di una persona non poteva dirsi completa senza il viaggio in Italia. L’esposizione presenta disegni realizzati partendo dal Cinquecento fino all’Ottocento, quando il viaggio in Italia a carattere educativo toccò il suo apice. I viaggiatori, provenienti dai più svariati  paesi europei e non, spesso dopo il soggiorno decidevano di eleggere il nostro paese come seconda patria, traendo ispirazione e ritraendo istantanee di vita, paesaggi suggestivi, scorci dimenticati e rovine di fastose, antiche dimore.

Ne sono esempio le opere esposte al Museo Horne, molte delle quali per la prima volta visibili al pubblico. Un percorso nel tempo, quando il “bagno” nella cultura classica italiana era un valore sociale importante. Esposte alcune opere particolarmente interessanti del Cinquecento. Come la veduta di San Pietro in costruzione di Giovan Battista Naldini, pittore nella bottega del Pontormo e, alla sua morte, accreditato presso il Vasari che gli permise, secondo la prassi ricorrente per gli artisti fiorentini, di soggiornare a Roma e di cimentarsi nelle copie antiche. Oppure la vista di Firenze ideata da Remigio Cantagallina, disegnatore, incisore e pittore nativo di Sansepolcro, uno dei primi artisti a concepire il paesaggio come un genere a parte.

Nel Seicento, fu Claude Lorrain, a rimanere incantato della campagna romana, e l’inglese John Robert Cozens,  più tardi, nel Settecento, al seguito del facoltoso William Beckford, dipinse delle opere dalle particolari atmosfere suggestive e poetiche. Ma anche il celebre vedutista veneziano Francesco Guardi, con il proprio lavoro ha perpetuato il ricordo di un paesaggio meraviglioso di cui, in mostra, si possono ammirare quattro dei dieci disegni e alcuni acquerelli provenienti dall’album dell’architetto inglese Thomas Little, che visitò l’Italia negli anni Venti dell’Ottocento.  

Antonio Paolucci, Presidente della Fondazione Horne, scrive nella presentazione in catalogo: “Come doveva essere bella l’Italia quando, fra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, la attraversava Herbert Percy Horne con i suoi “sketchbooks”, servendosi di vetturini e di carrozze di posta. Il grande studioso e collezionista che scelse nel 1905 di prendere dimora a Firenze, pensava quello che molti altri intellettuali ed artisti ai suoi giorni pensavano: essere cioè l’Italia non solo la patria della storia e della bellezza, un mirabile museo sotto il cielo, ma una vera e propria “camera con vista” sul miracolo di arte, vita e natura armoniosamente coniugate. Ma in lui non c’era soltanto l’innamoramento romantico per il Bel Paese … Egli era uno storico dell’arte di rango (la sua monografia su Botticelli del 1908 resta ancora oggi fondamentale) e un raffinato collezionista. Il suo viaggio in Italia alla scoperta dei luoghi anche minori (Certaldo, Gubbio, Empoli, Senigallia, Sansepolcro, Spoleto, Foligno) era per lui, come per l’amico Bernard Berenson, un modo per testare ed affinare le sue conoscenze storico-artistiche per costruire e consolidare sul campo quella “conoisseurship” che gli consentì di operare nel mercato con occhio sicuro e gusto squisito. Non deve sorprendere quindi se Horne ha dedicato ai disegni di città e paesaggi d’Italia, una parte cospicua dei suoi interessi collezionistici”.

La mostra è corredata da un catalogo curato da Elisabetta Nardinocchi e Matilde Casati (Editore Polistampa, Firenze, 84 pagine, 2019), con presentazioni di Antonio Paolucci, Umberto Tombari e Andrea Pessina.

 

Souvenir d’Italie

Disegni e acquerelli della collezione Horne
Museo Horne (Via dei Benci,6) dal 6 aprile al 30 luglio 2019
Orari: lunedì-domenica 10.00-14.00; chiuso mercoledì.
Ogni sabato ore 11.00 visite guidate gratuite alla mostra e alla collezione permanente del Museo.
Per informazioni: 055 244661
www.museohorne.it, segreteria@museohorne.it

 

Foto:  John Robert Cozens (Londra 1752-1797) Scafa tra Eboli e Paestum, post 1782 acquerello su carta

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