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Mostra del pittore Liu Youju all’Accademia di Belle Arti Cultura

Firenze –  L’ incontro all’Accademia delle Arti del Disegno con il pittore Liu Youju ( le cui opere sono in mostra fino a luglio all’Accademia di Belle Arti  col titolo “Demolition Vs Contruction”) ha avuto dei risvolti molto interessanti per far comprendere un aspetto fondamentale dell’ arte cinese  di oggi: il rapporto mai del tutto reciso con il  proprio passato  e quello attento e ricettivo con il mondo occidentale.

Per il primo aspetto vediamo la continuità dell’uso dei materiali.-.tutta la pittura di Youju è su carta di riso, inchiostro e pittura ad acqua.-. ed il gusto per i “paesaggi dell’anima”. Per il secondo,  le influenze della pittura occidentale di maestri come Kandinsky e Pollock;  o della musica, specie  dell’ avanguardia novecentesca. Ma sarebbe decisamente sbagliato riferirsi a queste  due caratteristiche in maniera meccanica .

Per esempio, il lavoro gestuale di Pollock, è inteso nella sensibilità orientale in modo completamente diverso  dall’autore americano: una goccia, quando cade, segue la sua strada, come ogni goccia di pioggia o altro, nel moto ininterrotto  del nostro universo.  Il gesto è quindi  coerente con il taoismo e col  senso dell’allegoria sempre  presente nella  cultura e mentalità cinese:  la materia è  in continua trasformazione e ci restituisce un’azione eterna e istantanea nel medesimo tempo, come l’arte stessa.

Non per niente la musica è la più emblematica di tutte le arti, perché  in essa non c’è contrasto fra materia e astrazione,  ossia fra  lo strumento e il suo suono che si disperde nella infinità  del  cosmo. Così nella pittura di Youju vediamo quadri che possono apparire anche assai  materici, come, ad esempio,  “Beauty in the steepnes”, al di là della trasparenza che la tecnica del pittore dona a tutti i suoi dipinti.

Oppure  opere che possono darci l’idea di estrema leggerezza, memori della pittura degli antichi maestri, come “Evolution” o “ Snow dream way home”,  carte di  grande suggestione, dove è evidente la volontà di  Youju  di rendere il senso della mobilità  e, insieme, dell’azione sospesa, che può ricordare  gli artisti della grande stagione della dinastia Song.

Per un occidentale tutto ciò non è facile da capire. Per es. il “ritratto”,  che dall’età classica fino a Picasso ha riempito la nostra storia dell’arte, non è concepibile, per la sua immobilità, nella sensibilità dell’artista cinese . Ci sono concetti come il vuoto o l’assenza  o il tempo  indifferenziato, che per il cinese hanno un profondo senso, ma che sono difficili da essere ’sentiti’ da un occidentale.

Comunque è la tradizione calligrafica, la madre di tutte le arti in Cina, che fa comprendere quanto siano assimilabili parola e segno e dunque poesia e pittura. Del resto il titolo stesso della mostra “Demolition Vs Construction” accenna a quanto dicevamo a proposito della trasformazione-evoluzione di tutte le cose.

Con  questa esposizione , per cui dobbiamo ringraziare  i promotori delle due Accademie , l’Italia arriva buon ultima, se si pensa  che Liu Youju ha esposto al British Museum e al Louvre, dove è entrato nelle collezioni permanenti .

 

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