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Mostra della Galileo: la bellezza della tecnica Cultura

Firenze – Una storia gloriosa quella delle Officine Galileo che merita ampiamente la mostra che gli è dedicata nella sede del Museo della Scienza,  fino al prossimo settembre, con esposizione di strumenti storici e rari  delle varie epoche della sua esistenza. Fondata nel 1863-64 per iniziativa di alcuni imprenditori  desiderosi di  costruire strumentazioni innovative, si costituisce in società e produce apparati fisici e ottici , finché ,all’inizio de Novecento,  assumerà il nome di Officine Galileo e si trasferirà dal quartiere delle Cure al più grande stabilimento di Rifredi (1909) dove rimarrà  quasi ottant’anni.

Con continue innovazioni tecnologiche il repertorio della produzione verrà sempre più ampliato realizzando apparati per la Marina , telegrafi ottici, dinamo ecc.e permettendole di espandersi nel mercato nazionale ed estero. Durante la prima guerra mondiale produrrà apparecchiature per l’esercito con un picco di  espansione che però determinerà una crisi di produzione e occupazionale subito dopo,  finché non riuscirà a riciclarsi in prodotti di nuove apparecchiature per la vita civile come bilance, distributori automatici , strumenti elettrici di misurazione per la topografia , la geodesia , la fotogrammetria, ecc.

Con la seconda guerra mondiale  vi fu un’altra escalation  produttiva, ma effimera , che finirà con l’incendio dello  stabilimento da parte dei tedeschi  nel 1944. La ripresa sarà dura, ma improntata a grande intraprendenza, rivoluzionando ancora una volta la produzione che si dirigerà verso la strumentazione scientifica ed elettrica con apparati per le nuove tecnologie e strumenti   di rilevamento del suolo e fotografici. Di primaria importanza fu   la costruzione di nuovi telai per la ripresa dell’industria tessile pratese , fortemente provata dalla guerra.

Negli anni Cinquanta si fece sentire la crisi sociale , con scioperi e minacce di chiusura finché le Officine , dopo varie vicende, entrarono nel Gruppo di Finmeccanica. Nel 1980 la sede fu trasferita a Campi Bisenzio  con il nuovo nome di Finmeccanica- Selex Es. La produzione attuale si è attestata in apparecchiature altamente  tecnologiche quali strumenti elettronici e optronici (cioè di elettronica e ottica tradizionale) , applicati  all’aeronautica ,  ai sistemi di sicurezza militari e civili , con sensori ,e simili; ma soprattutto l’azienda è stata capace di affermarsi nel settore spaziale.

Aldilà di tutto ciò l’interesse della mostra è, come si diceva all’inizio , nella esposizione di strumenti di grande interesse per la storia della tecnica ed anche per la bellezza della costruzione manuale e  artigiana di alcuni di essi , mai usciti dai depositi e mai  mostrati al pubblico in maniera così ben documentata .

Annamaria Piccinini

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