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Mostra: i fasti delle corti europee nel secolo dei lumi Cultura

Prato – A Prato, dopo i grandi eventi del “Vintage”sulle camicie di Gianfranco Ferrè in collaborazione con la Fondazione Ferrè di Milano e la mostra “Tra Arte e Moda” in sinergia con il Museo Ferragamo di Firenze, si inaugura la mostra “Il Capriccio  e la Ragione, Eleganze del Settecento europeo”, che rappresenta un’ulteriore tappa del programma espositivo pluriennale della Fondazione Museo del Tessuto sui temi intesi a valorizzare  la cultura del costume e della moda antichi e contemporanei.

La mostra allestita nelle sale dei “tessili antichi” del Museo del Tessuto, richiama i fasti delle corti europee con scene allegoriche tratte dagli affreschi del Tiepolo proiettate sulle volte a crociera della sala evocando i grandi soffitti affrescati del tempo, e grandi superficie specchianti disposte alle pareti per creare  un particolare gioco di effetti di luce, ombre e volume.

Un percorso che si snoda in due parti, una dedicata al tema dell’esotismo con lacche,  porcellane di manifattura cinese dal Museo Stibbert, tessuti con motivi di chiara ispirazione orientale e volumi di fine seicento, provenienti in Europa dall’India, dalla Cina e dal Giappone, grazie all’attività della Compagnie delle Indie Orientali di paesi come l’Inghilterra, l’Olanda,  la Francia e la Danimarca, mentre quella centrale è alla riscoperta dell’ornato dell’arte classica, influenzata dall’editoria specialistica dell’epoca del Piranesi, presente con un raro volume del 1756.

E poi i dipinti, dalla pittura di genere ai cosiddetti capricci, dalle nature morte di fiori e frutta, ai paesaggi animati da scenette popolari o dalle antiche rovine classiche, provenienti dal Museo di Palazzo Pretorio della città e da alcune gallerie antiquarie fiorentine.

Francesco Marini, presidente della Fondazione Museo del Tessuto ha detto che “Il Museo ha come mission quella di raccontare  nel modo più autorevole lo sviluppo del distretto del tessile facendo un percorso il più ampio possibile,ripercorrendo l’evoluzione della storia della moda, attraverso,ad esempio,la filatura che a Prato ha una tradizione antichissima che parte dall’800,non dal 1800.”
Straordinaria la collaborazione  con il Museo della Moda e del Costume della Galleria degli Uffizi avviata nel mese di aprile, sottolineata dal direttore Eike Schimdt: “L’importanza della collaborazione tra i musei vuol dire dare il via a una rete, non a caso la rete viene dal tessile, una realtà policentrica della  città di Prato che può vantare per la sua produzione tessile, un primato europeo e una notorietà mondiale”. Nuova è la collaborazione  con il Museo Stibbert di Firenze, sancita con il restauro degli apparati tessili del salottino Luigi XVI: ” Frederick Stibbert era un appassionato collezionista sopratutto di armi di provenienza balcanica, Medio Oriente e Giappone” – così Enrico Colle, soprintendente del Museo Stibbert – amava gli oggetti d’arte del passato”.

Un restauro condotto dal laboratorio interno al Museo del Tessuto a cura delle operatrici  del consorzio “La Tela di Penelope”, che sarà visibile al pubblico dal 29 giugno per costituire poi una vera e propria appendice fiorentina della mostra “Il Capriccio e la Ragione”. Si promuove così un accordo di una collaborazione pluriennale tra due delle più importanti istituzioni italiane per lo sviluppo il programma e le attività sulla storia del costume, del tessuto e della moda del passato e dei nostri giorni.

Main sponsor dell’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato in collaborazione con il Ministero delle Attività Culturali e il Turismo,la Galleria degli Uffizi,il Museo Stibbert,Far è l’Extra, la holding  toscana tra i primi dieci gruppi industriali in Italia.
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