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Mostre: Arnulf Rainer, il colore in punta di dita Cultura

Firenze – L’autunno della Galleria Poggiali ha i colori delle emozioni dell’artista austriaco Arnulf Rainer. Da autodidatta, iniziò la sua ricerca negli anni quaranta del secolo scorso maturando il suo linguaggio artistico, prima con il surrealismo, l’espressionismo astratto e successivamente l’informale.

La Galleria Poggiali, nelle due sedi di Firenze, presenta una serie di sue opere, dal 2 ottobre 2021 all’8 febbraio 2022, a cura di Helmut Friedel, dal titolo “Colori nelle mani” e questa è la prima esposizione fiorentina per il novantaduenne Rainer.

I dipinti presenti in mostra sono frutto di una selezione che l’artista ha compiuto insieme al gallerista, durante i loro incontri. Sono opere che vanno dal periodo tra il 1981 e il 1985, e fino ai primi anni ’90. Il primo periodo è contraddistinto da segni e forme di colore distribuiti con le dita e le mani. A testimonianza della contemporaneità del lavoro di Rainer a livello internazionale è stato  già presentato a Kassel  a “Documenta 7” e, con una personale, a New York al Guggenheim nel 1989.

«Tra il 1981 e il 1983 nascono i dipinti realizzati con le mani e con le dita, in cui l’energia di Face Farces e del Body Language non approda nell’espressione corporea e nella fotografia, ma la materia del colore viene premuta con tutta la forza sul cartone. – afferma Helmut Friedel, curatore della mostra – In ginocchio, il pittore lavora da una superficie all’altra, afferra i colori ad olio, sente la piena presenza della materia nelle sue mani nude, che non protegge nemmeno con i guanti. Così, come un demiurgo, forma l’espressione come rappresentazione. Alcune stesure di colore ricordano mani in cerca di soccorso che non trovano sosta e somigliano a urla; altre, più concilianti, circondano un oggetto o uno spazio immaginario e trascinano con sé anche altri colori, generando così una selvaggia danza espressiva, la danza dell’espressione diretta”.

I lavori dei primi anni ’90 sono caratterizzati da una forte intensità emotiva, e mette in luce l’aspetto dissacrante di Arnulf Rainer con l’opera “Kreuz – Senza Titolo, del 1998”, una grande croce nera che copre quasi completamente la superficie di carta con le stelle e un angelo in legno inserito nella parte superiore, appena visibili.

Il catalogo con un saggio del curatore Helmut Friedel, direttore del Museo Rainer di Baden,  di un testo critico di Giovanni Iovane, direttore dell’Accademia di Brera di Milano, e uno di Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento di Firenze, completa l’inedita mostra.

Arnulf Rainer è nato a Baden, l’8 dicembre 1929. La sua arte, dopo aver attraversato varie correnti artistiche, evolve verso la sistematica distruzione delle forme. È stato molto vicino all’Azionismo viennese, caratterizzato da body art e pittura sotto l’effetto di droghe. Interessato a emozioni estreme come la relazione tra la vita e la morte si è concentrato anche sul bombardamento nucleare di Hiroshima e le sue ricadute sociali, politiche e fisiche. I suoi lavori sono stati presentati in numerose esposizioni in tutto il mondo e nel 1993 è stato aperto l’Arnulf Rainer Museum a New York e anche Baden, la sua città natale, le ha dedicato un suo museo.

Arnulf Rainer. Colori nelle mani

Dal 2.10.2021 fino all’8.01.2022
Galleria Poggiali Firenze
Via della Scala, 35/A – Via Benedetta, 3r – Firenze
Ingresso libero
Dal lunedì al sabato 10-13 | 15-19, domenica su appuntamento
Info: T. +39 055 287748 – info@galleriapoggiali.comwww.galleriapoggiali.com

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