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Mostre: a Chianciano l’arte orafa bizantina e longobarda Cultura

Chianciano – “Petala aurea”,  straordinari  petali aurei che testimoniano dell’arte orafa bizantino-longobarda tra il VI e VII secolo sono il soggetto di una piccola ma preziosa mostra allestita nel Museo Civico Archeologico di Chianciano.  Una quarantina di pezzi, tutti provenienti dalla collezione Rovati, che , spiega nel  bel catalogo  Marco Sannazaro (curatore della mostra assieme a Caterina Giostra), un “ che offrono uno spaccato dell’immaginario figurativo altomedievale”.

Si possono così ammirare croci di ambito longobardo  e lamine sagomate di cultura bizantina realizzate attraverso la lavorazione di sottili lamine e foglie (brattee) usate in oreficeria.  Questi “petali “ potevano essere usati anche per decorare manufatti in legno, avorio e anche tessuti. Il loro repertorio iconografico  varia da semplici motivi geometrici e vegetali a figure umane e animali.  L’arte orafa dei primi secoli del Medioevo, spiega sempre Sannazaro,  vede “l’antica tradizione mediterranea confrontarsi e talora coniugarsi con gli apporti originali della cultura barbarica..”

Le materie prime utilizzate sono l’oro e anche l’argento. Le tecniche di lavorazione non sono sofisticate ma ottengono buoni risultati. Così si possono ammirare lamine decorate con un leone o a forma di pesce o di cavallo, croci auree antropomorfe o configurate a busto di Cristo.  A riunire questi delicati e rari manufatti è  stato il prof. Luigi Rovati, un appassionato collezionista di monete antiche e reperti medievali convinto dell’importanza  di esplorare i legami tra arte e storia. “I cambiamenti di stile nell’arte, dice,  sono lo specchio di mutamenti della società” .

La mostra chiude il 2 novembre

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