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Mostre di Mondino e Festa alla Galleria il Ponte Cultura

Firenze – Due mostre alla Galleria Il Ponte di due importanti artisti e della loro produzione degli anni Sessanta: Aldo Mondino e Tano Festa. La Galleria il Ponte, in contemporanea con la galleria di Santo Ficara , nella nuova sede di via Arnolfo, presenta opere di Mondino realizzate nel momento in cui la sua produzione si avvicina alla pop art e lo rivela al pubblico con le sue celebri Quadrettature e Monocromi. Con un particolare gioco d’immagini Mondino mette in discussione il concetto stesso di pittura, e il significato, anche recondito, di ogni fatto iconografico. Preferisce perciò la rappresentazione puramente decorativa, rifacendosi a Matisse e all’arte orientale. Il decorativismo, una forma di pittura ritenuta secondaria dall’idea della funzione che la civiltà occidentale ha, per secoli, attribuito alla pittura, serve invece ad Aldo Mondino per rompere ogni schema, ricollegandosi alle sperimentazioni dadaiste e del surrealismo, rompendo concetti assodati dell’immagine e non dimentico delle nuove e rivoluzionarie teorie freudiane .

Quanto a Tano Festa “Il Ponte”propone opere su carta , sempre degli anni Sessanta , che risentono dell’impegno dell’artista nella fotografia. Sono immagini fisse e fredde ,anche se colorate, come l’obbiettivo fotografico che ha lo scopo di salvare l’’immagine dalla dissoluzione ,idea da cui l’artista è ossessionato. Specie nelle opere cartacee il tema o il soggetto dell’opera è come perimetrato, spesso fissato su un dettaglio, come il pennello che traccia la sua scia pittorica.Anche la persiana chiusa, contrapposta, in qualche modo, alle varie versioni dei suoi cieli, è un segno di introversione per evitare, forse, la dissoluzione. Ma per combattere tale sensazione ricorrente, Festa si rifà agli ‘immortali’, soprattutto a Michelangiolo di cui rielabora in chiave anche pubblicitaria , le immagini Talvolta l’opera del passato è stampata su carta e poi incollata su supporto ligneo con smaltature che ne cancellano la primaria identità per assumere quella dell’artista contemporaneo Tano Festa , della sua personalità e inquietudine.

 

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