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Mostre e dintorni. Le novità di STAMP Cultura

Inaugura oggi alle 18 a Firenze la mostra di Simone Ialongo (nella foto), al Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria, curata dal giovane critico Lorenzo Bruni e intitolata ‘All’inizio del tempo’. Le opere create  da Simone Ialongo determinano un percorso parallelo, ma non interscambiabile, alla collezione permanente del Museo che presenta reperti dal Paleolitico inferiore all’Età dei Metalli. I quattro collage su carta e due su tavola, le tre sculture su base, un'installazione con elementi in terracotta, due fotografie e una scultura con elementi della natura, tutte opere nuove presenti in questa mostra, fanno parte di una personale riflessione dell'artista attorno all'indagine sul tempo, sulla sua misurazione e sul valore che gli affida da sempre l'uomo. Queste tematiche, che sono alla base del “viaggio iniziatico realizzato per il museo di Preistoria”, sono da sempre al centro della sua ricerca, come testimoniano le due opere inedite presenti alla fine del percorso museale: un video del 2008 dal titolo “Quasi per ignem” e un'opera del 2007, sotto forma di libro dal titolo “Vita d'artista”. Il risultato è una riflessione sulla percezione del “tempo” e sull’archiviazione delle varie fasi di conoscenza del  suo scorrere. Da Galileo Chini a Primo Conti, da Pietro Annigoni ad Antonio Berti, da Renato Guttuso a Giacomo Manzù. L'Accademia delle Arti del Disegno espone per la prima volta una selezione di opere provenienti dalle proprie raccolte: una settantina tra dipinti, sculture, incisioni e litografie dei grandi artisti scomparsi del Novecento italiano. La mostra, intitolata appunto Dalla raccolta dell'Accademia delle Arti del Disegno, a cura di Domenico Viggiano e Anna Gallo Martucci, s'inaugura venerdì 6 aprile alle 17.00 nella Sala Esposizioni di piazza San Marco. E’ un altro Grand Tour nella Toscana della memoria, struggente e solare, ma anche una piacevole scoperta di personalità poco conosciute ma davvero affascinanti, la mostra ‘Da Fattori al Novecento. Opere inedite dalla collezione Roster, Del Greco, Olschki’ allestita a Villa Bardini. Curata da Francesca Dini con Alessandra Rapisardi, l’esposizione ricompone l’antica collezione, raccogliendo un centinaio di dipinti mai visti in precedenza, provenienti da raccolte private. Il percorso espositivo è articolato in cinque sezioni: Pittori toscani prima della “macchia” (che raccoglie rare vedute di Firenze dipinte da Burci, da Giovanni Signorini, da Borbottoni, da Moricci), Fattori e i Macchiaioli  (che ruota attorno ai quattro dipinti commissionati dal capostipite Del Greco all’amico Fattori, esposti per la prima volta), Contributo a Giovanni Mochi (sono presentate numerose opere sudamericane di questo misterioso artista che fu compagno dei macchiaioli al Caffè Michelangelo e poi emigrò in Cile, divenendo là attivo promotore dei principi del realismo toscano), Pittori tardo macchiaioli (dedicata alle opere di Cecconi, Panerai, Ciani e Luigi Gioli), e Lloyd Ulvi Liegi e il Novecento (ricca di splendidi dipinti di Lloyd, autentico punto di forza della collezione, Ghiglia e Ulvi Liegi). MICHELUCCI lo potete vedere se andate a Roma al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo,  nella mostra "Giovanni Michelucci. Elementi di città" , per il ventennale della scomparsa dell'architetto, che racconta attraverso disegni originali e altri materiali d'archivio la grande stagione progettuale che ha seguito il dopoguerra. Alla Galleria ZAK – Project Space, Piazza Roma n. 13, CASTELLO di MONTERIGGIONI (SI) c’è While, una mostra collettiva nella quale ogni artista, con la propria tecnica e ricerca, tenta di catturare il momento di transizione che troviamo interposto tra il prima e il dopo: IL MENTRE appunto che in vario modo Cassanelli, Coltro, Girardi e Giunta, ambiscono a fermare e a rivelarci nei loro lavori. Quando si parla dell’ attimo, inevitabilmente parliamo del tempo, di quella dimensione fatta di passato, presente e futuro nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi. Il Centro Matteucci presenta, dal 7 aprile al 3 giugno, nella sede di Viareggio, una preziosa selezione di circa quaranta dipinti toscani tra otto e novecento, provenienti da una nota raccolta costituitasi nel secondo dopoguerra. Con questa mostra, curata da Francesco Palminteri, la storia della pittura in Toscana all'alba del Novecento, si dipana attraverso alcune tappe fondamentali: dalla dirompente lezione fattoriana, al divisionismo di Nomellini e all'ardita sperimentazione di Ghiglia fino all'Avanguardia futurista di Rosai e al "richiamo all'ordine" di Soffici, per giungere, infine, all'espressionismo di Viani e alla moderna ed eclettica classicità di Ram. (pb)


 

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