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Mostre: a Lilla l’Egitto ricco e potente di Sesostris III Cultura

Parigi –  Al “faraone di leggenda” Sesostris III, considerato da storici e archeologi come uno dei sovrani più emblematici dell’Antico Egitto, non era mai stata dedicata al mondo una mostra. Ci ha pensato il Palais des Beaux Arts di Lilla con una ricca e interessante esposizione che sta già attirando in questa città francese al confine con il Belgio frotte di visitatori. Per illustrare la vita di questo faraone della XII dinastia, che ha regnato tra circa il 1872 e il 1854 AC facendo dell’Egitto uno stato potentissimo, la mostra  ha riunito 300 pezzi, in gran parte provenienti da prestigiosi musei , come il Louvre, il British Museum , Aegyptisches Museum di Berlino e il Metropolitan Museum di New York. Senza contare i preziosi pezzi provenienti dagli scavi effettuati dall’Università di Lilla  nella Nubia sudanese negli anni ’60 su siti legati alla conquiste di Sesostris III.

Divisa in tre sezioni, la mostra  riesce a far conoscere non soltanto  tutte le sfaccettature di questo faraone guerriero e riformatore, cui  storici greci, da Erodoto a Diodoro Siculo  avevano attribuito imprese mirabolanti, ma anche  numerosi aspetti della società  egiziana del secondo millennio. Nella prima parte, consacrata al faraone e alla sua corte, sono presentate numerose effigie di questo monarca, statue e rilievi come quello dell’architrave della porta del tempio  di Medamoud (Louvre) in cui viene presentato il faraone nei suoi due aspetti, giovane e vecchio, mentre fa le offerte al dio Montou.  Divinizzato alla sua morte, Sesostris III  viene solitamente rappresentato sotto questo duplice aspetto,  con un volto marcato da rughe, labbra strette, orecchie pronunciate su un corpo giovanile in contrasto con il viso da età matura. Secondo i curatori della mostra,  sono raffigurazioni che vogliono  propagandare l’immagine di un sovrano  vigile, determinato e anche autoritario e implacabile, come confermano  testi contemporanei.

In questa sezione viene dato anche ampio spazio alla sua riforma dell’amministrazione pubblica che ha rivoluzionato l’organizzazione sociale del paese favorendo l’emergere di una classe media.  La seconda sezione si sofferma sulle ‘gesta’ del faraone, dalle sue campagne militare che estesero e fortificarono al sud il paese, fino alla Nubia sudanese, alla costruzione di fortezze lungo il Nilo per  consolidare le frontiere. Numerosi cimeli, come uno splendido pettorale d’oro proveniente dalla necropoli di Byblos,  testimoniano dei crescenti rapporti diplomatici e commerciali tra l’Egitto di Sesostris III e potenze straniere come Creta, Cipro e Libano. L’ultima sezione infine ci introduce nel regno degli dei e nel mondo dei morti, con sontuosi gioielli ritrovati nelle tombe principesche a Dahshur , sito della piramide di Sesostris III , il sarcofago , la maschera e i mobili funerari della dama Ibet e infine la spettacolare  ricostruzione in 3D della cappella di un nomarca. Una interessante sezione dedicata alle fotografie effettuate nel XIX secolo sui siti archeologici in Egitto completa questa mostra che sta facendo uscire dall’ombra questo importante faraone. Ma una gita a Lilla (a un’ora di TGV da Parigi) vale anche per il museo stesso e in particolare per la  meravigliosa ‘Danza di Salomé” di Donatello che a mio avviso merita da sola il viaggio.

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