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Mostre: Mario Puccini “Van Gogh involontario” Cultura

Livorno – Livorno riscopre un grande pittore macchiaiolo. Il Museo della Città di Livorno espone oltre centoquaranta dipinti di Mario Puccini, un artista che Emilio Cecchi, nel 1913, definì un “Van Gogh involontario”. Raramente i lavori di Mario Puccini sono stati esposti in passato, e con questa esposizione, aperta fino al 19 settembre 2021, si vuole dare una nuova definizione del suo valore, nel contesto storico e artistico in cui è vissuto, nel centenario della morte del pittore avvenuta a Firenze nel 1920.

Si riscopre la carriera di Puccini, nato a Livorno nel 1869, dagli inizi del suo percorso artistico con qualche ritratto dipinto tra la fine degli anni Ottanta dell’Ottocento, dove, dallo stile, si intuisce la vicinanza con l’ambiente fiorentino di fine secolo, soprattutto ai maestri Fattori e Lega.

Le sue opere più mature diventano più intense nelle pennellate e nei colori, almeno nel periodo successivo al 1898 dopo cinque anni trascorsi negli ospedali psichiatrici di Livorno e Siena, per “demenza primitiva”. La dimissione, anche se “non guarito”, e affidato alla custodia del padre, gli permette di recuperare la libertà.

La fragilità psichica e il modo di utilizzare il colore hanno suggerito un legame tra Mario Puccini e Vincent Van Gogh. L’artista livornese aveva apprezzato le opere sia di Van Gogh che di Cézanne nella collezione fiorentina di Gustavo Sforni, conosciuto grazie all’amico Oscar Ghiglia.

Il suo aggiornamento in senso europeo – dichiara Nadia Marchioni curatrice della mostra – era probabilmente già avviato nel 1910, grazie al confronto diretto con i dipinti di Van Gogh, Cézanne, Gauguin osservati, fra gli altri, alla celebre Prima Mostra fiorentina dell’Impressionismo e stimolato dagli esempi di Alfredo Müller e Plinio Nomellini, come lui  cresciuti nell’orbita di Fattori. Da questo momento la carriera artistica di Puccini fiorì grazie allo stesso Sforni, a Mario Galli ed altri raffinati collezionisti che commissionarono e acquistarono le sue opere”.

La mostra è suddivisa in otto sezioni con opere provenienti da importanti collezioni di musei come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e le Gallerie degli Uffizi che permettono di approfondire la conoscenza di questo pittore attraverso lavori raramente visti.

Dagli esordi, nella prima sezione, quando Puccini si trasferisce a Firenze per studiare all’Accademia dove dominano la scena artistica Fattori e Lega. Il giovane livornese inizia come ritrattista, insieme al suo amico e concittadino Nomellini. In questa sezione si trovano rare testimonianze di questo periodo. Segue, nella seconda sezione la documentazione che obbligò il ventiquattrenne Puccini, dopo una crisi psichica, all’interruzione forzata della sua attività artistica e all’internamento, prima all’ospedale di Livorno e poi al  Manicomio di San Niccolò di Siena, dove fu recluso dal 1894 al 1898. Numerose sono le testimonianze di questo periodo. Dalle cartelle cliniche ai tre autoritratti eseguiti fra il 1912 e il 1914 dove è prorompente e anticonvenzionale la sua forza espressiva. La terza sezione vede il superamento dell’insegnamento di Fattori aprendosi a una ricerca più europea, scoprendo la potenza del colore.  In questo spazio si può ammirare l’opera di Puccini in un confronto con artisti, come lui, cresciuti sotto il maestro macchiaiolo, fra cui Bartolena, Benvenuti, Ghiglia, Liegi e Micheli. Il ritorno all’arte, nella quarta sezione, mostra il suo cambiamento dopo gli anni del manicomio, con lavori realistici e al contempo visionari come dimostrano gli scorci solitari e le silenziose marine. Nella quinta sezione, si trovano due importanti dipinti eseguiti da Puccini, Il Lazzaretto di Livorno e un disegno a carboncino, per la decorazione di una sala del Caffé Bardi, come il Caffè Michelangelo fiorentino dei postmacchiaioli, luogo di incontro fra intellettuali e artisti dal 1909. A Puccini e altri pittori furono commissionate delle decorazioni del Caffè di piazza Cavour. La sesta sezione mostra i rari paesaggi dipinti da Puccini e nella sezione successiva si evidenzia l’universo umano dell’artista con il mondo quotidiano del popolo e dei lavoratori mentre l’ultima sezione presenta una scelta di ritratti e nature morte di una intensità cromatica fortissima.

 

Mario Puccini “Van Gogh involontario” è curata da Nadia Marchioni insieme al Comitato scientifico formato da Vincenzo Farinella, Gianni Schiavon e Carlo Sisi.

 

 

Mario Puccini “Van Gogh involontario”

2 luglio – 19 settembre 2021

Museo della Città di Livorno

Tel. 0586 824551

http://museodellacitta.comune.livorno.it/museo

https://fondazionelivorno.it/

https://fondazionelivorno.it/sezione-flac/home/

 

In foto: M. Puccini, Il ponte alla sassaia, olio su tavola, 34×41 cm., collezione privata

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