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Mostre: Nexus, la robotica eccellenza della scienza toscana Cultura, Innovazione

Firenze – Dai primi esperimenti del medico empolese Giuliano Vanghetti alla neuroprotesi dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna, a Dustcart e Dexter i robot già testati in grado di aiutarci in ambito domestico e non,  fino ai robot giocattolo e alle produzioni culturali di cinema, arte, fumetti,  ispirati dal rapporto uomo-robot, per non parlare della “mano di ferro” del XVI secolo  proveniente dal Museo Stibbert, un’autentica rarità.

Ancora una volta l’eccellenza toscana  anche in campo scientifico non teme confronti. Curata da Alberto Mazzoni e Riccardo Putti si apre oggi a Palazzo Medici Riccardi  “Nexus. L’incontro tra macchina e umano nell’immaginario, nella tecnica e nella scienza contemporanei”, un progetto sviluppato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, dal Museo Galileo di Firenze , dal Dipartimento di Scienze Sociali Politiche e Cognitive dell’Università di Siena e finanziato attraverso il Bando per la diffusione della cultura scientifica del MIUR.

Una mostra divulgativa dedicata al grande pubblico e in particolare agli studenti che potranno essere coinvolti su prenotazione ai laboratori didattici di robotica a cura di Great Robotics in programma tutti i giovedì mattina dal 28 gennaio al 10 marzo, un’occasione per conoscere da vicino il mondo della robotica nei suoi aspetti tecnologici ma anche in quelli etici e sociali in cui potranno essere coinvolti i ragazzi dagli otto anni in poi, oltre ad essere anche un’opportunità per visitare Palazzo Medici Riccardi.

Ieri la conferenza stampa  con la partecipazione di Massimiliano Pescini per la Città Metropolitana, del  vicesindaco di Firenze Cristina Giachi, del presidente dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza  Paolo Galluzzi, dell’assessore alla Cultura della Regione Toscana Monica Barni, della Direttrice della Scuola Superiore Sant’Anna Chiara Carrozza, del Prorettore dell’Università di Siena Francesco Frati , il ricercatore Silvestro Micera, del prof.  Riccardo Putti,  seguita da una visita guidata con i curatori della mostra.

“E’ una mostra che ha un fascino tutto particolare – ha detto Cristina Giachi – quando natura e cultura si incontra nell’essere umano che progetta parti di se, è scienza, cosa la ricerca può fare per il futuro degli esseri umani, e non ci sono occasioni che dobbiamo perdere per far capire ai ragazzi quanto lo studio sia per loro la possibilità di un futuro nuovo”. “ La regione toscana è orgogliosa di dare il patrocinio a questa mostra – ha detto Monica Barni – che mette insieme poli scientifici rispetto a un tema che nei prossimi anni sarà parte integrante della nostra società. E’ importante avvicinare le giovani generazioni a questo cambiamento sconvolgente e quindi è bene che i bambini dagli otto anni in su siano avvicinati al mondo che si troveranno davanti e con cui dovranno interagire”.

“Anche con investimenti modesti come quelli a disposizione in questa occasione – ha sottolineato Paolo Galluzzi – si possono ottenere risultati importanti, come questi, il Museo Galielo ha come sua missione la conoscenza verso il pubblico dei risultati della scienza. Il tema dei robot è un tema fruttuoso tra prospettiva storica e immaginario e la collaborazione è stata positiva, mi auguro che rappresenti la base di partenza per altre iniziative”.

“ In genere si tende a tenere separati tecnologia e scienze umanistiche – ha sottolineato Francesco Frati – invece abbiamo la possibilità di verificare quanto siano vicini e le loro implicazioni reciproche, inoltre è importante la collaborazione tra i vari istituti di ricerca toscani che si è venuta a creare, la Toscana, terra di qualità per i suoi ricercatori e l’importanza della divulgazione scientifica”.

“ La sostituzione della mano – ha sottolineato Chiara Carrozza che oltre a dirigere la scuola Sant’Anna è ricercatrice – è un problema antico, ancora oggi come in passato gli ambiti di applicazione sono in relazione alla guerra e al lavoro. L’evoluzione scientifica, quella che è possibile oggi riguarda la connessione tra mano e cervello, la percezione cognitiva. Le nuove intelligenze artificiali sono portatrici di una nuova rivoluzione che non sappiamo dove ci porterà ed è importante che i ragazzi siano al corrente dell’evoluzione scientifica nei nostri centri di ricerca. Mi auguro che questa sede possa diventare anche una sede permanente per la divulgazione scientifica”.

Molto interesse davanti alle teche contenti i taccuini di Giuliano Vanghetti con le foto che documentano i suoi esperimenti su soldati reduci dalla guerra di Crimea, fu il primo a collegare una protesi di braccio con i muscoli , e il prototipo di un mano realizzata con pezzi del Meccano in legno, fino ad arrivare  alla mano robotica dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna dove compaiono anche le fibre di seta che verrebbero testate per la trasmissione degli impulsi al cervello.

La mostra che ha come sponsor Civita, Dreoni e Spin Master rimarrà aperta al pubblico fino al 15 marzo ,  on line sul sito http://mostre.museogalileo.it/nexus. Previste  anche una serie di conferenze ad ingresso libero,  la prima giovedì 28 gennaio alle 17  in Via Cavour 18, Palazzo Bastogi dal tema “Storia degli automi dall’antichità all’Ottocento” di Giovanni Di Pasquale, per informazioni info@museogalileo , tel. 055265311.

 

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