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Mostre: quattro meditazioni sull’arte contemporanea Cultura

San Gimignano –  Quattro mostre di artisti contemporanei – Kapoor, Kounellis, Pistoletto e Serse – in uno scenario unico. Svettano le torri di San Gimignano, una leggera nebbiolina avvolge il paese in lontananza. Dalla superstrada Firenze – Siena appare alla vista dopo una leggera curva. Su un’ondulata sequenza di colli e valli si legge lo skyline del borgo.  Le quattordici torri rimaste conferiscono al paese un profilo particolare tanto da farlo ricordare come “la Manhattan del medioevo”. Situato su un colle che domina la val d’Elsa, sull’antica via francigena, oggi San Gimignano è uno straordinario esempio di città medioevale rimasta intatta nell’urbanistica e nelle splendide piazze su cui si affacciano gran parte dei palazzi nobili con le rispettive torri.

In questo scenario straordinario la Galleria Continua presenta quattro mostre di grandi artisti contemporanei.

‘Descension‘                           di Anish Kapoor (Mumbai, India 1954) 
Installazione’                      di Jannis Kounellis (Piero, 1936)
‘Prima dello Specchio’       di Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933)
‘L’esperienza del paesaggio’  di  Serse  ( San Polo di Piave 1952)

Nuove possibilità di dialogo e di simbiosi sono così potute nascere dal 1990 con la Continua tra geografie inattese, rurali, industriali, locali e globali, tra arte di ieri e di oggi, tra artisti di fama ed emergenti. Situata in una sala cinematografica degli anni ’50 estremamente evocativa,  la Galleria ha scelto di iniziare la propria attività laddove nessuno la attendeva, lontano dalle grandi città, al di fuori di tutti i centri urbani ultra moderni, in un luogo, San Gimignano, carico di storia, atemporale e magnifico.

Vicinissima alla splendida Piazza della cisterna, all’ombra delle slanciante torri degli Ardinghelli, dei Pellari e del diavolo dove  lo slancio è ascensionale, si sviluppa  l’antitetico concetto  astratto di  Descension di A.Kapoor.  Il gorgo nero, il centripeto impeto di una corrente, che addirittura si addentra  nel pavimento della platea dell’ex cinema, adesso sede espositiva. Vicinissimo alla Piazza della cisterna, sembra un richiamo al deposito  interrato d’acqua della cisterna stessa. Un raffronto chiaramente metaforico di una ricerca filosofica centrata sulla consapevolezza di sé,  dell’intima esplorazione incorporea ed invisibile.

La poetica di Kapoor  ridefinisce e amplia il concetto di scultura. Implode e analizza le relazioni fra energie opposte, le antitesi che costituiscono il mondo visibile. Luce ed ombra, ascendente e discendente, maschile e femminile, materiale ed immateriale, concavo e convesso, pieno e vuoto: “Ho sempre pensato al vuoto come a uno spazio transitorio. E tutto ciò ha molto a che fare con il tempo. Sono sempre stato interessato al momento creativo in cui ogni cosa è possibile e niente è ancora accaduto. Il vuoto è quel momento di tempo che precede la creazione, in cui tutto è possibile”. Ciò Kapoor è capace di rappresentare suscitando straordinario fascino.

Descension presenta anche una serie di nuove sculture in alabastro in cui Anish Kapoor scava con cura una sezione ben rifinita.  Queste opere invitano lo spettatore a riflettere sul concetto di infinito e sui misteri del tempo sepolti all’interno della loro forma e sostanza. Uno degli aspetti più particolari del lavoro di Kapoor è un senso di eternità. Grazie alle qualità traslucide del materiale l’artista si orienta verso la dissoluzione aerea fino a diventare luce o elemento organico nel  rosso intenso di alcune di queste sculture.

Nell’opera di Kounellis si evidenzia da subito la ricerca di una nuova spazialità. Il viaggio allegorico traghetta ad un’arte fondata su una mobilità dialettica con luoghi, persone e segni. La dimensione del tempo è una delle principali linee metafisiche nell’opera di Kounellis,  che va oltre il presente e stimola sempre una tensione tra passato e futuro.  “Io cerco tra i frammenti, emozionali e formali, le deviazioni della storia, afferma l’artista, sono drammaticamente alla ricerca di un’unità, per quanto questa sia irraggiungibile, utopica, impossibile, e proprio per queste ragioni drammatica”. I

lavori di Kounellis hanno forma austera, ma sono impregnati di poetica. L’artista lavora con “strutture di resistenza” che possiedono un loro peso, ed eludono ciò che è vago e suggestivo. A volte sono porte e ampie finestre riempite di sassi o libri, occupate da frammenti di sculture o colonne di pietra. Altre volte si presentano come pareti di lamiere munite di mensole su cui stazionano sacchi vuoti o pieni. In questo caso, nell’opera allestita a San Gimignano ci troviamo di fronte ad un’imponente trave, una sorta di croce,  che sostiene un sacco trafitto da un coltello. I materiali usati servono ad evidenziare la loro portata esoterica ed evocativa come dice l’artista: “La creta è materia, il ferro è materia, la carta è materia, abbiamo  bisogno di ampliare il concetto di materia: materia significa disegnare, materia significa acquisire un significato, acquisire un senso.” … Cosi Il peso nasconde la propria storia, la propria moralità.  Solo così le cose diventano più vere.

Di Michelangelo Pistoletto la Galleria Continua espone nei suoi spazi opere del ‘59/ ’60 nella mostra Prima dello specchio. Tra il 1956 e il 1958 l’artista dipinge autoritratti di grandi dimensioni, fra l’astratto e il materico, in cui il viso occupa l’intera superficie della tela. La mostra accoglie due di questi primissimi quadri olio e acrilico su tela. Pistoletto si raffigura a dimensione reale, su fondi monocromi, sempre più immobile e inespressivo, come un prototipo di comune essere umano. Queste opere sono a preparazione di una nuova fase importantissima del lavoro di Pistoletto.

Nel 1961 avviene la svolta che porta ai quadri specchianti.  “Quando nel 1961, su un fondo nero, verniciato fino a diventare specchiante, ho cominciato a dipingere il mio viso, l’ho visto venirmi incontro, staccandosi nello spazio di un ambiente in cui tutto si muoveva, e ne sono rimasto scioccato. Mi sono anche accorto che non dovevo più guardarmi in un altro specchio, ma che potevo copiarmi guardandomi direttamente nella tela…”

Persona di schiena, un quadro specchiante realizzato nel 1962, è una delle opere che chiudono la mostra.

Come proseguo ideale dell’ampia monografica a cura di Lóránd Hegyi attualmente in corso al Musée d’art moderne et contemporaine de Saint-Etienne Métropole,  Serse espone anche a San Gimignano. Come sottolinea Costantino D’Orazio in un recente testo critico, l’artista parte dalla realtà e attraverso il disegno costruisce un pensiero sulla natura dello sguardo e della rappresentazione.

L’esperienza del paesaggio,  titolo della mostra che l’artista concepisce per San Gimignano. In essa si raccoglie un nuovo nucleo di disegni del ciclo “A fior d’acqua” ed alcuni lavori realizzati negli anni precedenti.

Da oltre vent’anni, rinunciando al colore, Serse persegue con coerenza una ricerca fondata su disegno a grafite. “La grafite è il mezzo che mi permette di sottolineare il gesto tautologico del disegnare e fabbricare un’opera che non mente sulla propria natura di puro disegno, in questa visione va inscritta la struttura fisica dell’opera: assenza di spessore, di cornice, di vetro protettivo.E` il solo disegno che si mostra; è la finestra aperta sul mondo” afferma l’artista.

Dalla grafite di Serse è scaturita una delle più intense riletture del tema del paesaggio nell’arte contemporanea: mari, cieli di nubi, montagne altissime, boschi innevati, spazi naturali privati di ogni presenza umana, trasfigurati da luce ed ombra. Quasi fosse possibile sondare, attraverso la concreta materialità della grafite, l’anima minerale della terra, le cui trasformazioni avvengono su una scala temporale che non è quella antropologica. I suoi paesaggi sono visioni sospese nel tempo e prive di suono.  Ed oggi sono i paesaggi della Toscana, gli splendidi paesaggi che contornano San Gimignano.

Quattro mostre, quattro grandi artisti;  quattro nuovi stimoli per un weekend indimenticabile.

 

 

GALLERIA CONTINUA / San Gimignano
ITALIA
Via del Castello 11
53037 San Gimignano (SI)
Tel.: +39.0577.943134
info@galleriacontinua.com
aperto lunedí-sabato ore 10-13 e ore 14-19 o su appuntamento. Chiuso i giorni festivi.

Foto:

MICHELANGELO PISTOLETTO  Autoritratto su fondo argento
1960
acrilico e argento su tela
150 x 150 cm
1960
acrylic and silver on canvas
150 x 150 cm
Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins

 

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