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Mostre: splendori del “Celeste Impero” al Museo Guimet Cultura

Parigi – Nel periodo in cui Roma rafforzava la sua repubblica e poi estendeva il suo impero,  la dinastia Han faceva sbocciare  in Cina il ‘Celeste Impero” , con quattro secoli di stabilità politica e prosperità economica che hanno fatto di questo periodo (206 aC- 220 dC) un momento fondamentale della storia dell’identità cinese.  Un’occasione per conoscere meglio il “Celeste Impero” e la sua straordinaria civiltà sotto gli Han, viene ora offerta dal museo Guimet con la mostra “Splendeurs des Han, essor del l’Empire céleste” che grazie a prestiti straordinari,  che permettono di scoprire  le scoperte archeologiche effettuate in Cina negli ultimi 50 anni,  ci rivelano la straordinaria  ricchezza di quell’epoca. Dinastia cui il museo parigino  attribuisce un ruolo fondatore della storia del paese ‘forse paragonabile a quello dell’Impero romano nella cultura occidentale’’

Le opere esposte, in gran parte provenienti dalla sfera funeraria, illustrano non solo il culto dei morti ma anche l’arte di vivere e l’alto livello culturale e artistico raggiunto sotto gli Han. Non è un caso se é sotto la dinastia degli Han,  ed esattamente nel 150 aC,  che i cinesi hanno inventato la carta!

La mostra, che chiuderà il primo marzo 2015,  è ricca di 200 tra cui 68 tesori nazionali, da delicati oggetti di giada  e figurine di terracotta a sculture monumentali creati in un momento  di grande  innovazione tecnica ed artistica.  Il pezzo più  sorprendente  dell’esposizione è una straordinaria  specie di “corazza” tutta di giada bianca in cui era stato sepolto  il terzo re di Chu all’inizio della dinastia Han. Questo impressionante sudario, composto da 4.248 quadratini di giada cuciti con l’oro, lo ricopriva interamente dalla testa ai piedi per non  lasciare scoperto neanche un centimetro di pelle in modo di assicurare l’integrità fisica del defunto e favorire così l’immortalità dell’anima. Un onore, questo dei sudari in giada,  che seguiva una  rigida gerarchia:  la giada poteva essere cucita con dell’oro solo per gli imperatori, mentre per i feudatari era riservato l’argento o il rame.

Grazie agli arredi delle tombe  degli imperatori – accompagnati all’al di là non solo da schiere di soldati di terracotta ma anche da numerosissimi animali (maiali, galline, pecore ecc)- si possono anche ricostruire la vita dell’epoca: dall’arte della tavola a quella della musica e della danza, passando per il gioco di cui sembrano grandi appassionati. Grande importanza viene anche attribuita alla scrittura e alla calligrafia: secondo gli storici il successo del regno Han è anche dovuto alla presenza di una classe di scribi e di cortigiani “letterati” legata agli imperatori che forniva legittimità al governo centralizzato.  E’ sotto gli Han che viene lanciata la tradizione della calligrafia come è pervenuta ai nostri giorni.  La dinastia Han  prese il potere soppiantando quella Qin nel 206 a C   ereditando dall’imperatore Qin Shi Huangdai , morto nel 210, un paese unificato dopo 20 anni di battaglie e un sistema amministrativo centralizzato.

Nei quattro secoli di regno, allargarono ulteriormente le frontiere e intensificarono gli scambi con altri paesi grazie anche all’apertura della via della seta. Gli Han furono brevemente scalzati dal potere da Wang Ming (9-23 dC) che intraprese  importanti riforme, come la nazionalizzazione  delle terre e il divieto della vendita degli schiavi. In Wang Ming gli storici cinesi moderni vedono un precursore del comunismo. Campagne militari disastrose, catastrofi naturali  e carestie provocarono un malcontento generale: il suo fu un breve interregno che si concluse con il suo assassinio.

 

 

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