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Mostro di Firenze, ancora indagini sul “secondo livello” Cronaca

Firenze – Indagini ancora in atto per quello che si può definire uno dei più oscuri casi degli anni 80, il cosiddetto “Mostro di Firenze” su cui, con le modalità del “cold case”,  gli investigatori stanno ancora lavorando, pur sotto traccia. Il pm è lo stesso Paolo Canessa che indagò a suo tempo, ora procuratore capo a Pistoia ma con delega sugli omicidi che insanguinarono Firenze negli anni 80. La squadra coordinata dal pm è cambiata: non sono più gli investigatori fiorentini bensì il Ros dei carabinieri.

Fra le notizie riportate da alcuni organi di stampa, il Ros starebbe in questo momento valutando alcune figure del cosiddetto ‘secondo livello’, che riguarda i presunti mandanti, o anche esecutori diretti, degli omicidi. A questo “secondo livello” apparterrebbero soggetti di ceto medio alto. La pista che sembrerebbe battuta in questo momento sarebbe quella susseguita  alla prima, quella che portò alla condanna in via definitiva dei “compagni di merende” Mario Vanni e Giancarlo Lotti per 4 dei delitti che furono attribuiti al maniaco in quanto accusati di essere esecutori materiali.  Per il principale accusato Pietro Pacciani invece, la morte intervenne prima del giudizio, dopo uno condanna di primo grado, l’assoluzione in appello e l’annullamento della Cassazione.

La “seconda pista” sui cui si mossero gli inquirenti e che sembrerebbe quella ripresa attualmente, fu inaugurata con l’apertura delle indagini sul farmacista di San Casciano, Francesco Calamandrei, che fu assolto nel 2008. Sempre nell’ambito del ceto medio alto, sembrerebbe che in questo momento l’interesse dei Ros si stia concentrando sulla figura di un imprenditore tedesco con parenti in Toscana, che sarebbe venuto ad abitare nella nostra regione e che viveva in una villa nei dintorni di Giogoli, vale a dire non lontano dal teatro di uno dei duplici omicidi, quello di due ragazzi tedeschi, avvenuto nel 1983. L’imprenditore è morto da alcuni anni. Sempre nell’ambito della “seconda pista” è necessario ricordare anche l’inchiesta, passata poi all’archiviazione, sul medico di Perugia Francesco Narducci.  Infine, i carabinieri circa due mesi fa avrebbero, secondo notizie diffuse dai media, acquisito copia della registrazione di una trasmissione dedicata al mostro, mandata in onda da Italia7, realizzata in massima parte con un reportage del documentarista Paolo Cochi in cui si riportava il fatto che, secondo gli ultimi studi scientifici, l’ultimo duplice omicidio del mostro, avvvenuto agli Scopeti, andrebbe retrodatato di alcuni giorni rispetto alla data ufficiale dell’ 8 settembre 1985.

 

 

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