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Mozione Spc passa all’unanimità, sarà il Comune ad apporre la targa per Diene Breaking news, Cronaca

Firenze – Targa per Idy Diene su Ponte Vespucci, coperta di vernice nera. Ma ora, dopo che mani pietose l’avevano riscritta in vernice bianca, sarà il Comune ad apporrre una targa istituzionale nel luogo in cui l’ambulante senegalese cinquantenne trovò la morte, sotto forma di 3 pallottole sparate da un ex-tipografo (altre tre mancarono il bersaglio). Le indagini si conclusero con il verdetto di colpevolezza (30 anni in secondo grado) emesso dalla Corte contro l’ex-tipografo in pensione, che abitava poco lontano.

“Approvata all’unanimità la nostra mozione in cui si chiedeva al Consiglio Comunale di condannare il gesto di vandalismo ai danni di una targa apposta su Ponte Vespucci per ricordare l’omicidio di Idy Diene – scrivono in una nota i due consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu e Dmitrij Palagi – inoltre la mozione impegna l’Amministrazione a dare seguito a un onore che si era già assunta, di apporre una targa istituzionale, senza delegare alla cittadinanza attiva e all’associazionismo di sostituirla in un ruolo che è importante svolga in prima persona direttamente. La targa doveva essere messa dal Comune, questo atto ricorda la necessità di un impegno diretto e non rimandabile, con una consapevolezza che per fortuna appare diffusa, ma non per questo da dare per scontata”.

Il gesto vandalico aveva suscitato l’indignazione della città, tanto che, aveva annunciato la vicesindaca Cristina Giachi al consiglio, un anonimo benefattore si era fatto avanti per restaurare a sue spese la targa di Idy Diene.  “Ieri – ha proseguito la vicesindaca – qualcuno ha tentato di cancellare la memoria della città per Idy. Ma non ce l’ha fatta, anzi, ha suscitato una risposta civile da parte dei cittadini che mi consola, e mi fa ben sperare. Che voleva cancellare la memoria di fatti nei quali non ci vogliamo riconoscere non ce la farà, perché nella nostra città non ci sono solo menti deboli che cedono al razzismo e alla violenza, ma tantissimi cittadini generosi e con grande coscienza civile”.

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