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Mps: Azioni in lieve rialzo, mesi decisivi per il futuro Economia

Siena –  Banca MPS ha chiuso l’ultima seduta del 2014 con le azioni in lieve rialzo  (+ 0,79% a 0,47 euro) dopo aver perso negli ultimi 6 mesi circa l’80% del loro valore, pressoché bruciati i 5 miliardi dell’aumento di capitale di luglio e posto angosciosi interrogativi sul suo futuro. A ridare un lieve slancio ai titoli del più antico istituto di credito del mondo sarebbero state oggi indiscrezioni stampa  secondo cui i vertici MPS, il presidente Alessandro Profumo e il direttore generale Fabrizio Viola, sono attesi il 15 gennaio a Francoforte per il via libera al capital plan che la banca aveva presentato al’inizio di novembre dopo la sua bocciatura allo stress test.  MPS potrebbe così dare rapidamente il via all’aumento di capitale da 2,5 miliardi e a cessioni di asset non strategici per colmare quel deficit patrimoniale di 2,1 miliardi constatato dall’Eurotower.

La banca vorrebbe ricorrere ai mercati al più presto, possibilmente entro la fine di marzo anche perché ad aprile è previsto il rinnovo delle poltrone e in gioco vi potrebbero essere anche quelle di Profumo e Viola.  Su cambiamenti ai vertici della banca senese potrebbe pesare, secondo indiscrezioni stampa, la Fondazione MPS e i suoi soci del patto di sindacato Fintech e BTG Pactual che insieme controllano il 9% del capitale.

Sul futuro della banca e della sua indipendenza,  messa a dura prova anche dalla sua incapacità a ritrovare la via della redditività, potrebbe pesare anche l’entità di nuovi accantonamenti. Secondo alcune indiscrezioni potrebbero raggiungere i 3 miliardi nel quarto trimestre, che porterebbero i 4,1 miliardi quelli complessivi per il 2014.  Sarebbe una cattiva sorpresa anche per le banche del consorzio impegnato nel nuovo aumento di capitale e che potrebbero anche, secondo alcuni analisti, chiedere nuove garanzie.

Comunque sia i primi mesi del 2015 saranno con ogni probabilità decisivi sul futuro di MPS e sulla sua capacità di  preservare la sua indipendenza. Una possibilità questa, cui sembrano non credere i vertici della banca tanto che hanno già dato mandato ad advisor per la ricerca di cavalieri bianchi. Che al momento però, non si sono ancora manifestati, nonostante la banca capitalizzi ora solo  2,4 miliardi. Una situazione che, secondo sindacati e dirigenti politici della città, non dovrebbe lasciare indifferente il governo anche perché in gioco non è solo una banca, ma anche trentamila dipendenti e  un territorio.

 

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