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Mps domani: funerale o ripartenza? Cronaca

Si incrociano, si fondono, si dissolvono di nuovo, gli scenari e le congetture per domani, nuovo tentativo di assemblea soci  Mps, nuovo scontro forse stavolta per davvero e non solo annunciato, fra Banca e Fondazione. Il problema rimane sempre lo stesso: non la ricapitalizzazione da tre miliardi e mezzo, su questo sono tutti d'accordo (d'altro canto, lo chiede l'Europa) ma i tempi: slittamento a maggio, per Fondazione e suo capitano Antonella Mansi, a gennaio, secondo Banca capitanata da Profumo (e Viola).

Nel mezzo, la città, la provincia e i vertici: il sindaco Valentini ad esempio, nonché il presidente della Provincia Simone Bezzini. Incontro a tre, oggi, dopo lo slittamento dell'assemblea dei soci causa mancanza di quorum (per un soffio non si è arrivati a quel 50,1% di capitale che poteva permettere i lavori) fra Mansi, Valentini e Bezzini. La prima ha assicurato la sua presenza domani, particolarmente importante perché, pur col quorum diminuito a un terzo del capitale, la Fondazione mantiene la sua prevalenza assoluta (33,5%); il secondo, pur essendo ufficialmente a favore di un “accomodamento” fra Fondazione e Banca, non ha fatto una piega a chi gli chiedeva cosa succederà se Profumo, in caso di “sconfitta” dovesse levare (come minacciato) le tende da Siena insieme all'ad Fabrizio Viola, “sono un sindaco e dico che morto un sindaco se ne fa un altro anche se non sarebbe facile sostituire un manager come Profumo”: parole che sembrano echeggiare molto da vicino quelle pronunciate da Mansi sulla stessa questione; il terzo, Simone Bezzini, ruolo più defilato forse anche perché viene dato per sincero “tifoso” del board bancario a rischio eliminazione.

Intanto, in città già si parla di successioni e eventuali figure da piazzare al posto di Profumo. Fra queste, Carlo Salvatori, molto vicino al ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni e perciò molto quotato, Divo Gronchi, Piero Barucci, ma anche Lorenzo Bini Smaghi. Inoltre s'avvicina anche per la Fondazione il momento di ricambio dei vertici: per la “capitana” Antonella Mansi il tempo scade ad aprile, e con lei decade tutta la Deputazione amministratrice. A meno che, ovviamente, non compiano il miracolo di salvare la Fondazione mantenendo il 5% nel capitale della Banca, guadagnandosi così la riconferma. Tornando ai “papabili” per la presidenza della Banca, ecco alcuni ostacoli: Salvatori, Gronchi e Barucci sconterebbero il prezzo dell'età secondo il nuovo statuto di Mps, dal momento che è previsto che per le posizioni apicali del Monte un limite d'età che non va oltre i 69 anni; per Lorenzo Bini Smaghi, l'ostacolo potrebbe essere rappresentato dall'ad, dal momento che pare non sia molto amato da Fabrizio Viola. Anche se il problema potrebbe non sussistere: resterà infatti Viola, se Profumo decidesse di dare le dimissioni? …

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