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MPS in manovra: azioni al Tesoro e soluzioni per le sofferenze Economia

Siena – Il Monte dei Paschi di Siena sta facendo delle verifiche tecniche per accertare se le sarà possibile o meno pagare in azioni  gli interessi della ultima tranche dei Monti Bond ricevuti nel 2011 . Lo ha dichiarato il suo amministratore delegato Fabrizio Viola dopo indiscrezioni stampa secondo cui la quota controllata dal Tesoro potrebbe balzare a luglio dall’attuale 4% al 7% , facendone così il primo azionista dell’istituto senese dopo Fintech (4,5%), Axa (3,1%), Classic Fund (2%) Alessandro Falciai (1,84%) e Fondazione MPS (1,5%). “Stiamo verificando dal punto di vista tecnico” ha dichiarato l’ad arrivando al comitato esecutivo dell’ABI.

Martedì la Reuters, citando fonti del ministero dell’Economia, aveva per prima indicato il possibile pagamento di interessi residui in azioni nel caso la banca non potesse pagare tramite cassa.  Il regolamento dei Monti Bond prevede che se la banca non fa utili la cedola sia pagata non in contanti ma con nuovi titoli. Ora l’MPS ha chiuso il 2015 con una perdita di 110 milioni che, grazie  al beneficio economico della chiusura del derivato Alexandria, si è trasformata in un utile di 388 milioni. La verifica dunque riguarda l’interpretazione dei risultati della banca e cioè se ha chiuso in rosso o in nero.

Proseguono intanto le manovre, anche a livello politico, per trovare una soluzione ai problemi della terza banca del paese che ormai da anni non trova pace soprattutto a causa dell’incauto acquisto per una cifra spropositata della banca Antonveneta.  Nonostante tutti i passi avanti fatti sulla via del risanamento non è ancora spuntato quel cavaliere bianco che dovrebbe farla uscire dalle sabbie mobili.  Attualmente si parla di ipotesi di un intervento della Cassa Depositi (Cdp) su richiesta del governo o di una missione di salvataggio di Banca Intesa SanPaolo incentrata su una soluzione del problema dei crediti deteriorati che ammontano a 46,9 miliardi e che sono un freno per una qualsiasi forma di aggregazione con un altro istituto.

Il CEO di Intesa SanPaolo ha però sempre smentito un possibile coinvolgimento della sua banca a favore di MPS. Il giornale MF-Milano Finanza scrive intanto che MPS starebbe studiando un progetto di gestione esternalizzata dei crediti in sofferenza per ottimizzare i processi di valutazione. Tutti comunque si dicono a favore di una soluzione di mercato che porti valore, come ha ribadito  il presidente della Fondazione MPS Marcello Clarich.  “Non credo a soluzioni non di mercato.soluzioni tampone che si rivelano nel tempo un boomerang” ha detto.

I titoli MPS, che ieri avevano accusato un calo di oltre il 5%,, mercoledì hanno chiuso con un +0,08% vicino allo 0,60 euro su una borsa in calo dello 0,18%.

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