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MPS: no della Bce, titolo in caduta pronto il paracadute dello Stato Economia

Siena – MPS, la più antica banca del mondo si avvia verso un salvataggio con il paracadute dello Stato dopo che la Banca Centrale Europea gli ha negato la possibilità di una proroga di venti  giorni per spostare al 20 gennaio la chiusura della sua ricapitalizzazione prevista per la fine dell’anno.  I manager dell’istituto senese avevano giustificato la richiesta con il terremoto politico provocato in Italia dalla vittoria del no al referendum.

Dopo il no dell’Eurotower,  deciso dopo una lunga riunione che ha visto affrontarsi diversi pareri, la possibilità di rivolgersi  al mercato per raccogliere i 5 miliardi necessari sembra una via impraticabile, soprattutto dopo che gli eventuali nuovi investitori di riferimento, come il fondo sovrano del Qatar, si sarebbero al momento defilati a causa delle incertezze politiche del paese. La BCE, che si è ancora trincerata dietro un no comment, avrebbe preso la sua decisione negativa perché riterrebbe che gli anchor investor avrebbero avuto tempo a sufficienza per esaminare il dossier dell’operazione e sia perché si ritiene che venti giorni non saranno sufficienti per portare a una schiarita del panorama politico italiano.

Il piano A – che prevedeva appunto un aumento di capitale di 5 miliardi per far fronte alle perdite legate alla cessione di 27 miliardi di sofferenze – dovrebbe ora far posto al cosiddetto piano B che prevede appunto un intervento da parte del Tesoro, già azionista della banca con il 4%. Le modalità  del salvataggio pubblico, in pratica della nazionalizzazione di MPS, sono ancora in discussione. La situazione del Monte è stata al centro stamani di un incontro  tra il ministro Pier Carlo Padoan, l’ad di MPS Marco Morelli e il presidente dell’istituto senese Alessandro Falciai.  Il cda di MPS si è riunito per fare il punto della situazione, ma ancora non sono emerse indicazioni.

Secondo alcune fonti , il Tesoro starebbe già lavorando a un decreto che potrebbe essere messo a punto entro la fine della settimana  e che  potrebbe prevedere un contributo al salvataggio dei titolari obbligazioni subordinate e degli azionisti. Con questo decreto, calcola  Milano Finanza   , lo Stato potrebbe pompare 2 miliardi di euro, un risultato che potrebbe convincere investitori privati a sborsarne altri 2 che uniti al miliardo raccolto la settimana scorsa con la conversione volontaria  dei bond subordinati  ( che ammontano a 4,3 miliardi)colmerebbe il deficit di capitale di 5 miliardi.

Il Movimento 5 Stelle è già intervenuto chiedendo che Montepaschi venga salvata da un aiuto dello stato “in modo da non applicare il Bail in ai piccoli risparmiatori”, come è successo un anno fa ad altre banche come Banca Etruria . Il segretario del principale sindacato dei bancari FABi, Lando Maria Sileoni ha  sottolineato che “sono in ballo i destini di 26mila dipendenti e oltre 5 milioni di clienti. Intanto le azioni hanno chiuso con un tonfo del 10,5%, a 19,5 euro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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