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Mps: nuova giornata negativa, lunedì il piano alla Bce Economia

Siena – Nuova giornata negativa per il titolo Monte Paschi, nonostante l’annuncio della banca senese di un nuovo aumento di capitale da 2,5 miliardi destinato a rafforzarne il patrimonio. Le azioni della più antica banca del mondo hanno infatti chiuso perdendo il 3,62% a 0,67 centesimi.

Secondo il “capital plan” annunciato ieri in tarda serata, MPS ha concordato con un consorzio di banche internazionali un’operazione per raccogliere sul mercato fino a 2,5 miliardi di euro  con il quale colmare lo shortfall patrimoniale di 2,1 miliardi  evidenziato dallo stress test della Banca Centrale Europea.  L’ammontare della cifra,  superiore di 400 milioni allo shortfall, sarebbe stata deciso sia per dare un segnale forte a Francoforte sulla solidità della banca oltre che per coprire le spese dell’operazione e rimborsare l’ultima rata dei  ‘Monti Bond’, i 321 milioni da pagare nel 2017 (le rate previste nel 2015 e 2016 sono già conteggiate nello shortfall di 2,1 miliardi). Il piano, che dovrà essere sottoposto entro lunedì all’approvazione dell’Eurotower, prevede anche cessione di asset non strategici e altre misure per circa 220 milioni di euro.  La banca intende anche chiedere alla BCE  di rivedere i conteggi dello stress test per quanto riguarda gli utili operativi previsti per il 2014 che, a suo avviso, sarebbero stato sottostimati  di circa 390 milioni.

L’aumento di capitale, una volta ottenuto il beneplacito di Francoforte, dovrà poi essere approvato dall’assemblea straordinaria della banca. I tempi previsti per il nuovo aumento di capitale, che segue quello di luglio di 5 miliardi di euro,  non sono stati indicati ma è probabile che l’operazione parta a primavera dopo l’approvazione del bilancio 2014. Al consorzio di collocamento, guidato da UBS, partecipano Citgroup, Goldman Sachs, Mediobanca, BofA Merill Lynch, Deutsche Bank, Commerzbank e Société Générale.

Nel suo comunicato, la banca ha anche fatto sapere che con questa operazione “privilegerà quelle soluzioni che consentiranno un’ottimizzazione dell’uso del capitale tenendo conto delle opzioni strategiche che verranno per tempo individuate”. Una frase che sembra lasciare aperte anche eventuali altre soluzioni per il futuro, come un’aggregazione con altri istituti di credito, ipotesi ritenuta sempre attuale da alcuni analisti nonostante il “capital plan”. I sindacati hanno già fatto sapere che sono contrari a qualsiasi ipotesi di fusione con altre banche, convinti che ora MPS, grazie a questa nuova iniezione di fondi, sia in grado di camminare da sola. Chiedono inoltre al governo di essere vigilanti affinché non arrivino da Francoforte pressioni per operazioni di integrazione con altri istituti.

Ora resta da capire come reagiranno i soci storici della banca : Axa (3,72%) ha già annunciato che aderirà alla ricapitalizzazione e  si pensa che anche la fondazione Montepasch (2,5%) e i suoi partner nel patto di sindacato, i fondi Btg Pactual (2,5%) e Fintech (4,5%), seguiranno il suo esempio.

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