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Mps: nuova pesante perdita in Borsa, condannato Mussari Economia

Siena – Non c’è pace per il titolo del Monte Paschi. Le azioni della banca senese hanno chiuso stasera con una nuova pesante perdita del 10,5% a 60,8 centesimi, che ha ridotto la sua capitalizzazione a 3,1 miliardi a pochi mesi da un aumento di capitale di cinque. Intanto riaffiora anche il passato della tormentata banca, con la condanna  stasera del suo ex presidente Fabrizio Mussari , dell’ ex direttore  generale Antonio Vigni e dell’ex capo dell’aria finanza Gianluca Baldassarri, tutti condannati a tre anni e mezzo di carcere in merito al processo sul derivato Alexandria. I tre, ritenuti colpevoli di ostacolo alle autorità di vigilanza,  sono stati anche interdetti per 5 anni dai pubblici uffici. In aula erano presenti solo Vigni e Baldassarri ,accolti dalle grida “buffoni, buffoni, ladri andate a lavorare”.

Dalla bocciatura di domenica scorsa allo stress test condotto dalla Banca Centrale Europea, che ha evidenziato un deficit patrimoniale di 2,1 miliardi,  la più antica banca del mondo ha visto andare in fumo il 40% della proprio capitalizzazione. Un tonfo senza precdenti, che rende ancor più drammatica la ricerca di una soluzione per la quale il management si sta attivando anche con una corsa contro il tempo. La BCE ha infatti accordato solo due settimane di tempo dalla bocciatura per presentare un piano di rafforzamento del capitale. Entro domenica 9 novembre dunque, il documento dovrà arrivare all’Eurotower di  Francoforte.   A rendere ancora più difficile questa nuova giornata di passione hanno contribuito anche le dichiarazioni dei vertici di Intesa Sanpaolo, che hanno escluso possibili interventi di salvataggio che, secondo fonti distampa, sarebbero stati sollecitati dalla Banca d’Italia.  Anche Unicredit ha chiuso le porte all’ipotesi di scendere in campo. “Nessun intervento è previsto” ha detto l’amministratore delegato Federico  Ghizzoni.  

Nei giorni scorsi a defilarsi era stato il governo, escludendo l’ipotesi di aiuti di Stato e ribadendo come una soluzione doveva essere legata ai mercati.  “La necessità di capitalizzazione da colmare con risorse private” ha  detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan. “Il governo entri temporaneamente nel capitale’ ha invece chiesto il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, sottolineando la necessità che sia salvaguardata l’autonomia della banca e mantenuta la direzione a Siena.  Ieri il presidente di MPS Alessandro Profumo sembrava orientato invece a propendere verso una soluzione che avrebbe fatto perdere l’indipendenza alla banca senese anche se, come si legge sul “Sole 24 Ore”, è sempre all’esame, assieme a ipotesi di aggregazione, quella di un nuovo aumento di capitale da affiancare a cessioni e emissioni obbigazionarie. MPS, vittima, secondo quanto ha  dichiarato stasera il presidente della Banca Centrale Ignazio Visco,   di un’eredità “di episodi di mala gestione che la Banca d’Italia , in stretto raccordo con l’autorità giudiziaria, ha contribuito a portare alla luce’.

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