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Mps: nuovo passo verso l’aumento di capitale Economia

Siena – La conversione volontaria  di bond subordinati da trasformare in capitale in vista dell’aumento di 5 miliardi “sono superiori alla soglia di 1 miliardo”. Lo ha reso noto stasera MPS precisando che si tratta di dati provvisori comunicati dagli intermediari incaricati della raccolta delle adesioni. La banca senese comunicherà i dati definitivi entro “la giornata di lunedì 5 dicembre”.

L’offerta, che riguardava titoli per 4,6 miliardi, era stata chiusa oggi alle 16, dopo quattro giorni di apertura.   Secondo quanto risultava nei giorni scorsi, l’obiettivo da raggiungere con questa operazione era di 1,5 miliardi. Bisognerà ora attendere i risultati definitivi per sapere quanto ci si è avvicinati a questo obiettivo. L’esito è atteso proprio all’indomani del referendum i cui risultati potranno avere un peso sulle prossime mosse della banca, a cominciare del previsto aumento di capitale di 5 miliardi che dovrebbe essere lanciato nei prossimi giorni. L’ Ad Marco Morelli ha dichiarato agli azionisti la settimana scorsa che il piano industriale della banca e il referendum sono “slegati” ma non è certo da escludere che un risultato che potesse far temere una instabilità politica del paese non faciliterebbe il ricorso ai mercati.

La via del salvataggio della terza banca italiana rimane comunque in salita. Oggi il Corriere della Sera scriveva che non sarà facile chiudere con successo l’aumento di capitale  in quanto “ l’interesse degli investitori resta ridotto anche perché la BCE ha in corso un’ispezione…e potrebbe svelare nuove perite nel 2017.”. Secondo il giornale vi sarebbe solo un interesse “vago e condizionato alla piena stabilità politica in Italia dopo il referendum” da parte dei fondi sovrani del Qatar da cui potrebbe arrivare uno dei cinque miliardi che la banca deve raccogliere per far fronte alla perdita patrimoniale determinata dalla cessione dei 28 miliardi di crediti in sofferenza. Sempre secondo il giornale,  in caso di difficoltà dell’operazione, il Tesoro avrebbe già depositato a Bruxelles la richiesta di autorizzazione per un piano aiuto dello stato, cioè della nazionalizzazione della banca. Ipotesi già smentita  dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio de Vincenti secondo cui “ non ci sarà alcun bisogno di alcun intervento dello stato, in quanto è una banca perfettamente in grado di capitalizzarsi sul mercato”.

Un altro segno di fiducia alla banca è venuto dal colosso assicurativo Axa che ha rinnovato per altri dieci anni, cioè fino al 2027,  la partnership assicurativa siglata nel 2007 e che secondo i francesi ha dato “ottimi risultati”.

I titoli intanto hanno chiuso nuovamente in rosso, con un 5,39% a 19,50 che porta la capitalizzazione della banca a 571 milioni

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