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Mps, passo indietro di Passera, apertura col botto in Piazza Affari Economia

Siena – Cosa succede a Siena? Corrado Passera ritira l’offerta ma la Banca apre col botto  in Piazza Affari: il titolo ha segnato nelle prime ore di apertura un picco in rialzo del 4% (sulla chiusura di ieri) a 0,25 euro.

La motivazione con cui l’ex-ministro accompagna la sua “ritirata” risiede nel fatto che la richiesta di avviare la ‘due-diligence’ sui conti del Gruppo non è stata accettata. L’istituto di credito si sarebbe detto disponibile solo a concedere a Passera l’accesso alle informazioni accessibili con la data-room, mentre la richiesta dell’ex ministro andava oltre, per un’analisi più nel dettaglio dei conti della Banca. Per questa mattina è attesa la comunicazione alla Consob.

“Venti giorni trascorsi in modo improduttivo, con l’unico effetto dannoso, per noi e soprattutto per la Banca di essersi privata della possibilità di ricevere un’offerta definitiva e impegnativa che avrebbe, alla fine, potuto accettare o rifiutare” scrive Passera al Cda di Mps, nella  lettera con cui ritira la sua proposta costretto dall’ “atteggiamento di totale chiusura che la Banca ha dimostrato nei nostri confronti”.

Richieste non certo straordinarie, dice Passera, anzi, “usuali e in linea con le prassi di mercato per operazioni di questo genere, mentre la Banca ci ha risposto ponendo condizioni impraticabili e consumando metà del già poco tempo a disposizione” e ricorda le richieste fatte “di approfondire alcuni temi fondamentali per qualsiasi investitore – prima di tutto la qualità del portafoglio crediti – temi che andrebbero comunque chiariti al mercato”.

Sul tema della due diligence “abbiamo chiarito che non avremmo voluto avvantaggiarci di nessuna informazione esclusiva e che tutti gli approfondimenti concessi a noi potevano/dovevano essere forniti anche agli altri potenziali investitori e al mercato. Abbiamo cioè richiesto di seguire una procedura tipica di dual track. Ci è stato detto di attendere un ‘information package standard’ del quale ad oggi non abbiamo ricevuto nè l’indice dei contenuti, nè le tempistiche per poterne usufruire”.

Non solo: anche il confronto con la Bce sarebbe saltato. “La banca ci ha detto che la nostra proposta non sarebbe abbastanza solida per essere presentata alla BCE. Premesso che questo è un giudizio che è prerogativa della BCE, ricordiamo che stiamo parlando di un Piano d’Impresa molto dettagliato; di lettere di interesse ufficiali da parte di primari investitori internazionali per circa 2 miliardi di euro (che, come previsto nella nostra lettera, avremmo messo a disposizione della Banca appena firmato il patto di riservatezza) e dell’assunzione di un impegno a garantire l’aumento di capitale in opzione agli attuali azionisti per 1-1.5 miliardi di euro. La Banca ci ha detto che la BCE ha approvato solo l’attuale impostazione e che la nostra proposta di aumento di capitale immediato di 3,5 miliardi non sarebbe stata presa in considerazione”.

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