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Mps: speranza d’Atlante, l’attesa sul bilancio rialza la tensione Economia

Siena –  Volano le azioni MPS alla vigilia dell’Assemblea Generale degli azionisti convocata per approvare il bilancio 2015 uscito per la prima volta dal rosso con un utile di 388 milioni grazie al beneficio economico della chiusura del derivato Alexandria. I titoli dell’istituto senese hanno chiuso con un +11,7% a oltre 58 centesimi dopo una serie di giornate nere che avevano fatto toccare alle azioni a un minimo storico.

A mettere le ali al titolo MPS vi sono stati due fattori. Prima di tutto l’annuncio da parte del governo della creazione del fondo Atlante che potrebbe alleggerire la zavorra dei suoi crediti deteriorati e poi la notizia riportata dal “Sole 24ore” secondo cui MPS si accingerebbe a vendere 220 milioni di “non performing loans “ (NPL, cioè i crediti in sofferenza) a un prezzo elevato, forse per 70 milioni di euro. Secondo gli analisti , MPS potrebbe essere tra i maggiori beneficiari del fondo Atlante che, una volta in funzione, potrebbe acquistare pacchetti di NPL a prezzi superiori al mercato. A rassicurare ulteriormente i mercati vi sono state le dichiarazioni del ministro dell’economia Giancarlo Padoan che si è detto sicuro del via libera di Bruxelles al fondo in quanto si basa esclusivamente sull’azione di soggetti privati. Dopo l’annuncio della creazione di questo fondo salva banche che punta a una dotazione di 5 miliardi, erano stati espressi dubbi sul possibile via libera della commissione in quanto vi parteciperebbe anche la Cassa Depositi e Prestiti. L’entità dei NPL di MPS era finora considerato uno dei problemi che più scoraggiavano la scesa in campo di un cavaliere bianco. Da mesi ormai a Siena si è atteso che qualcuno si facesse avanti per “salvare” la banca che, dall’incauto acquisto di Antonveneta, non ha trovato pace. Forse ora, grazie ad Atlante, l’auspicio del governo di trovare una soluzione alla banca senese sarà di più facile realizzazione.

La banca intanto deve anche verificare un importante cavillo tecnico, e cioè se il 2015 si sia chiuso con un utile o meno, dal momento che senza i milioni di Alexandria avrebbe terminato l’anno con una perdita di 110 milioni. Dall’interpretazione dipenderà se sarà possibile o meno pagare in azioni gli interessi della ultima tranche dei Monti Bond ricevuti nel 2011.

Il regolamento dei Monti Bond prevede che se la banca non fa utili la cedola sia pagata non in contanti ma con nuovi titoli, con conseguente aumento della partecipazione del Tesoro in MPS dall’attuale 4 al 7%.

L’assemblea di domani si preannuncia già calda con la società di consulenza Bluebell che chiede al governo di intervenire per mandar via l’ad Fabrizio Viola e accusa la banca di aver falsificato i bilanci dal 2012 fino alla semestrale del 2015.

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